Allegri è un allenatore che sposta le opinioni di tutta Italia, da chi concorda con lui a chi crede che stia sbagliando più scelte.
Perché si, Allegri in tutta la sua carriera si è contraddistinto per separare in due l’Italia: da chi concorda con la sua visione del calcio, basata sul risultato a chi guarda oltre i tre punti, cercando un gioco propositivo. Tattiche che spesso sono state stazionarie, senza una vera e propria evoluzione tattica, un po’ come accaduto per Antonio Conte.
L’ex Juve e Inter ha scoperto nuove carte nella terra partenopea, dimostrando grande elasticità mentale e capacità di adattamento anche in un ambiente complesso come quello di Napoli.
Il 3-5-2 nato alla Juventus e sviluppato all’Inter ha trovato la sua vera e propria evoluzione a Napoli, andando oltre i limiti del vecchio Conte. Un gioco offensivo si, ma con interpreti capaci di saltare l’uomo e pronti a buttare la palla in mezzo per un signor acquisto come quello di McTominay che ha fatto la fortuna dei partenopei e di Conte stesso.
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La vittoria dello scudetto di un solo punto da parte del Napoli davanti all’Inter, che porta con se grandi capacità tattiche da parte di Conte. Uno scudetto che non porta i frutti sperati e che nella stagione successiva si chiuderà in zona Champions, ma con la separazione dalla terra partenopea, anche per una relazione complessa con De Laurentis.
Proprietario del Napoli che come successore di Conte ha visto nell’ex Juve e Milan il perfetto collante per una squadra bisognosa di un leader di grande esperienza. Dopo una stagione negativa al Milan, Allegri è pronto alla sfida azzurra. 3-5-2, ma anche 4-3-3 all’evenienza, ma dettami tattici che portano con se molti dubbi. A parlare di questa scelta da parte di De Laurentis è il giornalista Paolo De Paola a TMW Radio:
“Ad Allegri, che è formidabile. Ho un’ammirazione, perché riesce ad estorcere un contratto di 3 anni a 5 mln a stagione, che lo portano a guadagnare negli ultimi anni 55 mln di euro, dove non ha vinto nulla.
“Spero che nei prossimi 3 anni dimostri qualcosa e vinca. Mi dicono come si fa a discutere lui, ma ha vinto qualcosa 7 anni fa… Un allenatore lo si giudica per gli ultimi anni, non per 7 anni fa”.
“Non avrei scelto al Napoli come successore di Conte uno come Allegri, poi magari ora. Non capisco i tre anni di contratto. Vuol dire una strategia lunga, che ha in mente ADL con lui? Ad oggi mi sfugge. Vedremo”.
Un allenatore che nelle sue ultime esperienze non ha fatto alzare nessun trofeo. Rendendo difficile la crescita delle rispettive squadre e chissà se a Napoli verrà invertito questo trend negativo o si concluderà come le altre esperienza.
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