Leao ha salutato l’Italia ed il suo amato Milan già due mesi fa, ma la sua storia è legata indissolubilmente ai colori rossoneri.
Una stagione di esordio al Milan nella timidezza di una nuova realtà, una nuova vita e conseguenti nuove abitudini. Un ragazzo che lascia la Francia ed il Lille, la sua prima casa al di fuori del suo amato Portogallo, pronto ad inseguire i suoi sogni.
Maldini ha puntato fortemente su di lui ribadendogli in più di un’occasione di non giocare per “le compilation delle migliori giocate”, ma esser cinico e risoluto per diventare uno dei migliori giocatori al mondo.
La sua storia in rossonero è stata un crescendo con la sua consacrazione nella stagione dello scudetto ed in quella successiva con il tricolore sul petto. Un giocatore dalle capacità realizzative che lo hanno visto con continuità in doppia cifra di gol e assist.
Perno delle manovre offensive del Milan sul binario sinistro insieme al suo compagno di scorribande Theo Hernandez. Rafa Leao che proprio nella stagione 22/23 ha dato mostra ad una grande capacità di portarsi il Milan sulle spalle anche in Champions League, rischiando di raggiungere una clamorosa finale.
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Sogno interrotto da un infortunio subito contro la Lazio, che lo ha costretto ad esser disponibile solo nella partita di ritorno contro l’Inter. Partita in cui non è riuscito a colpire nel cuore della squadra di Inzaghi. Formazione che accederà alla finale di Istanbul, perdendo poi contro il Manchester City di Guardiola.
L’ultima stagione sotto la guida di Allegri tutti ci saremmo immaginati la sua evoluzione tattica, quella di diventare una punta di peso per l’attacco rossonero, così non è stato.
Stagione che tra infortuni e prestazioni di un livello spesso insufficiente non hanno fatto altro che allontanarlo sempre di più dal Milan. Una situazione che è andata sempre più verso un inevitabile separazione di Leao e la casacca rossonera.
A parlare del suo addio al Milan è l’avvocato del portoghese, Antonio Leao:
“Il rapporto di Rafa Leao col Milan era un rapporto molto, molto forte. Non è stato semplice chiuderlo da un punto di vista affettivo”.
“Da un punto di vista tecnico credo che entrambe le parti l’avessero già chiuso prima della fine del campionato. Anche perché molte cose non si dicono, ma si intuiscono e si capiscono”
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