Profondo imbarazzo. Imbarazzanti i commenti ricevuti da Theo Hernandez sotto l’ultimo post Instagram. Un qualcosa che col calcio non ha nulla a che vedere. Il fallimento della razza umana. Augurare la morte ad un bambino di un anno è quanto di più vergognoso possa esistere. Farlo in procinto di un quarto di Champions di ritorno è quanto di più stupido possa esistere. Grazie, italiane. Perché state regalando, a chiunque, un sogno più grande del sogno stesso. Vergogna, invece, per chi prova a distruggere tutto.
Dovremmo parlare della vergogna della stampa azzurra in questi giorni? Da mercoledì in poi hanno solo pianto per un arbitraggio che ha, chiaramente, sfavorito entrambe le squadre. Anzi, al Milan mancano due rigori, giusto per. Sommati ai due di Bologna fanno quattro, sommato a quello contro l’Empoli i casa fanno cinque. Ma la matematica, si sa, è roba per pochi.
Veniamo a noi, mercoledì c’è stata una signora partita del Milan: “Se avessero invertito i portieri, avrebbe vinto il Napoli”. Spiace perché il portiere è un ruolo riconosciuto nel calcio e il merito della società sembra evidentissimo: prendere Mike Peterson Maignan. Spiace perché la stampa azzurra ha fatto scenate che nemmeno in terza categoria avrebbero fatto. Parliamo del rigore solare negato a Krunic. Parliamo del rigore solare negato a Saelemaekers. Non parlate di Anguissa che compie un intervento killer su Theo. Non vi permettete di parlare di Theo. Non vi permettete di parlare del figlio di Theo.
C’è un qualcosa che supera ogni limite possibile ed immaginabile, anche nel mondo del calcio: ed è la famiglia. Lasciate i cari fuori da questo becero mondo. Questa dietrologia – ha ampiamente stancato! – poi del Milan favorito è stupida e insulsa, come gli attori protagonisti che la stanno portando avanti. Il metro di giudizio usato dal Signor Kovacs durante l’andata è stato poco chiaro da ambo le parti, considerando che Kim non avrebbe dovuto terminare il match, visto l’intervento su Giroud nella prima frazione. Chi vi scrive, tuttavia, odia profondamente parlare di arbitri, in qualsiasi caso.
Dovremmo citare il folle arbitraggio di Massa a Bologna, dovremmo parlare di altri due rigori solari, più chiari della luce divina, negati al Diavolo che avrebbe due punti in più in classifica. Potremmo parlare degli arbitraggi subiti dai rossoneri in Europa negli ultimi anni. Basti pensare all’espulsione di Tomori contro il Chelsea quest’anno. Per non parlare degli scempi in El contro le inglesi e in CL contro l’Atletico. Davvero è necessario proesguire?
Torniamo al calcio e al campo per quanto possibile. Pioli dovrebbe confermare l’11 di Milano con Krunic e Tonali in mediana e Bennacer trequartista di sostanza (e anche qualità). Per il resto Giroud dovrebbe esserci: troppo importante la presenza di Olivier, data l’assenza di Kim e l’esperienza del campionissimo rossonero in campo europeo. Negli azzurri, invece, tornerà Osimhen, già in forma smagliante, come dimostrato col Verona in occasione della traversa. Bene, giusto così: sono i quarti di Champions e in campo devono scendere i migliori per entrambe le formazioni.
Per quanto concerne l’aspetto psicologico, inutile fare giri di parole: il Milan deve pensare a se stesso e fregarsene ampiamente dell’ambiente. Al Maradona sarà un inferno ma il Diavolo è il dio degli inferi. Zero scuse, zero paure. Anzi, qualche sassolino da togliere velocemente. Basterebbe far leggere alla squadra tutti i commenti sul Milan e far vedere loro i vari video di falsi opinionisti ed intenditori di spritz – pardon, volevo scrivere calcio – per capire come approcciare questa partita. Nella vita, al di là di tutto, serve rispetto. Quando viene a mancare, bisogna allora imporlo. Il Milan imponga al Maradona il rispetto che merita. Stop.
Il campo sancirà vincitori e vinti. Anche se, a viver questi giorni, dovremmo già avere dei vincitori. E dei vinti in maniera netta.
