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L’ex arbitro netto: “Era rigore per il Milan”. Polemica sulle valutazioni arbitrali

Il dibattito sugli episodi arbitrali di Milan-Genoa e Inter-Napoli continua ad alimentare polemiche e interrogativi sulla coerenza delle decisioni. Durante la puntata di ieri sera di Pressing, l’ex arbitro Graziano Cesari ha analizzato nel dettaglio il contatto Ostigard-Fullkrug, mettendolo in relazione con il rigore assegnato in Inter-Napoli per il pestone di Rrahmani su Mkhitaryan.

Due episodi molto simili per dinamica — entrambi riconducibili al cosiddetto step on foot — ma giudicati in maniera opposta. Una discrepanza che, secondo Cesari, rappresenta un errore evidente. L’ex fischietto non ha usato mezzi termini, definendo rigore netto quello non concesso al Milan nella sfida di giovedì sera contro il Genoa.

L’ex arbitro Cesari ha spiegato così la sua posizione:

“Il piede sinistro di Ostigard che va a colpire il piede sinistro di Fullkrug. Chiaramente sta cercando di colpire il pallone. Io ho chiamato Di Paolo e mi ha detto che nel caso di Milan-Genoa era VAR mentre in Inter-Napoli era AVAR. Questo intervento è scorretto e va punito assolutamente”.

Parole che aggiungono ulteriore peso alla discussione, soprattutto perché evidenziano come la stessa tipologia di intervento sia stata interpretata in modo diverso nel giro di pochi giorni. Un aspetto che riporta al centro del confronto non tanto il singolo errore, quanto la mancanza di uniformità nelle valutazioni tra arbitro e VAR.

Il riferimento al ruolo di Di Paolo, presente in entrambe le partite ma con incarichi differenti (VAR in Milan-Genoa, AVAR in Inter-Napoli), contribuisce ad aumentare la sensazione di confusione e incoerenza. Senza insinuare responsabilità dirette, il dato resta significativo in un momento in cui la credibilità del sistema arbitrale passa soprattutto dalla chiarezza delle decisioni.

Secondo Cesari, dunque, il fallo di Ostigard su Fullkrug doveva essere sanzionato esattamente come quello visto a San Siro in Inter-Napoli. E quando episodi simili portano a decisioni opposte, la polemica diventa inevitabile.

Ancora una volta, il problema non è il rigore in sé, ma la linea interpretativa: o lo step on foot è sempre punibile, oppure non lo è mai. Tutto il resto rischia di alimentare sospetti, proteste e un clima di sfiducia che il calcio italiano, oggi più che mai, dovrebbe evitare.

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