3 Serie A
, 4 Coppe Italia, 2 Coppe dei Campioni, 2 Coppe delle Coppe, 1 Coppa Intercontinentale. All’appello manca la vittoria del Pallone d’oro del 1969. Stiamo parlando di Gianni Rivera, uno dei più grandi (se non il più grande) giocatori ad aver indossato la maglia rossonera. In una recente intervista pubblicata questa mattina dal Corriere della Sera, l’eterno golden boy ha espresso parole molto dure nei confronti dell’attuale proprietà americana. Tra i temi affrontati, anche quelli riguardanti l’attuale Nazionale diretta da Spalletti. Queste le sue dichiarazioni.
Chi le piace di questi ragazzi?
“Alcuni giocatori hanno qualità, come Barella o Tonali, ma ci vuole qualcosa di più, soprattutto là davanti. Fa piacere poi vedere il figlio di Paolo Maldini e nipote di Cesare in azzurro”.
Sul fatto che non ci sia nessun milanista in Nazionale
“Sono pochi anche gli italiani nel Milan. Evidentemente non credono più alle politiche che creavano i Baresi e i Maldini”.
Su Camarda
“Se il ragazzo ha qualità deve giocare. Io non ho debuttato a 15 anni per stare in panchina. E lui deve credere in se stesso”.
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Sui problemi del Milan
“Bisogna prima di tutto ridisegnare la società. Se mi vogliono come consulente potrei dare buoni consigli. Posso fare tutto, dal presidente all’allenatore e giocare gli ultimi sei minuti…”.
Quanti gol farebbe Leao con Rivera alle spalle?
“Tanti. È un ragazzo che ama attaccare gli spazi, sarebbe la mia freccia ideale come lo furono Altafini, Prati e Maldera”.
