Il Milan si gioca domani sera (20:45, Stadio San Siro) l’ultima chance per mantenere vive le speranze di accedere alla prossima Champions League. La sconfitta contro il Bologna ha complicato di molto le sperenze della squadra di Conceicao di ottenere un posto tra le prime quattro: la distanza con la Juventus è di ben 8 punti. Ci crede invece la Lazio di Marco Baroni, quinta a due lunghezze dai bianconeri. Sergio Conceicao si gioca tutto contro la sua ex squadra da giocatore. Queste le dichiarazioni del tecnico portoghese alla vigilia del match.
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Su come si reagisce
: “Vincere, vincere, vincere. È quello che vogliamo. Conosciamo le nostre responsabilità, siamo coscienti del momento. Per errori nostri o di qualcuno che non possiamo controllare i risultati sono stati negativi. Non ci possiamo aggrappare alla fortuna, nella vita è così. Dobbiamo lavorare, non ci sono altre strade“.
Sulla squadra: “Il mio lavoro è creare quest’ambiente (di voler lottare fino alla fine ndr). Io ci credo veramente, un titolo lo abbiamo conquistato, poi possiamo anche svalorizzarlo, ma per me è importante. Ne abbiamo ancora uno, solo quattro squadre in Italia possono vincere la Coppa Italia. Poi abbiamo queste 12 partite. Dobbiamo essere al 1000% dal primo all’ultimo secondo della partita. Negli 80% del gol dopo Zagabria è sempre successo qualcosa di strano“.
Sulle sue dichiarazioni recenti: “Io sono qua per mettere a nudo il mio orgoglio e la mia voglia di vincere perché sono abituato a vincere. Nessuno mi ha dato niente, ho lavorato con sforzo, ho giocato i miei anni migliori in Italia. Ho vinto anche come allenatore, ho passato 13 anni per arrivare in Italia che è un sogno per me. Sono in una grandissima squadra storica di nome, ma siamo in altri tempi. Io capisco che la fame e la voglia dei tifosi è sempre la stressa, di vincere“.
“La fame dei giocatori? Ogni persona ha il suo carattere. Penso che tutti qua siamo con la voglia di vincere e cambiare, se no siamo dei masochisti”.
Su questo finale di stagione: “Ho già chiesto ai ragazzi di lavorere bene, di capire cosa dobbiamo portare in partita dagli allenamenti. Voglio cercare di dare il massimo tutti i giorni, ognuno di noi. La prossima partita è la più importante, non dobbiamo pensare al futuro“.
Se la squadra lo segue o meno: “Non so se non vedete, non volete vedere, o non è il vostro compito… Io rispetto le vostre opinioni, vere. Io ho visto un inizio positivo a Bologna, abbiamo preso un gol che per me non ci sta. C’è un fallo. Non ci dobbiamo aggrappare a quello perché non lo possiamo controllare. Poi è vero, non siamo stati all’altezza. Ma abbiamo bisogno di più leggerezza e più equilibrio, anche dopo questi momenti… Avevamo la possibilità di fare anche 1-1, poi c’è stata un altro espisodio. La palla era fuori, l’ho visto io dal campo, non dalla televisione“.
Su come tornare al perido della Supercoppa: “Io cerco che tutti diano il 150%, forse il 100% delle volte non basta. Bisogna andare oltre a quello che siamo abiutati a fare se vogliamo giocare in un certo modo. Supercoppa? Non è stato tutto bello eh, il gol è stato bello… Sul gol di Musah la palla sbatte sulla spalla dell’avverario“.
Su Pulisic e Reijnders: “Io non penso siano in calo, Reijnders ha fatto anche gol a Torino. Lui è molto presente, è vero che sta giocando un po’ più basso ma ha la libertà di andare avanti. Tutti forse possono dare di più, anche io. Pulisic è diverso, da un mese ha un piccolo problema fisico. Il giorno di Bologna il dottore mi ha detto che non poteva giocare ma la partita l’avevamo preparata con lui. Quindi abbiamo dovuto inserire Musah a destra e Joao Felix che non doveva giocare dall’inizio“.
Su Joao Felix: “Lui è un giocatore molto bravo tra le linee. Secondo me si sposta in zone dove non deve, abbiamo bisogno di una seconda punto non di un centrocampista difensivo, ci stiamo lavorando. Deve essere più decisivo perché ha le qualità. Non si deve trovare lontano dalla porta. Deve fare la differenza negli ultimi 30 metri“.

Sulla sua esperienza al Nantes: “Sono momenti e squade diverse. Non è facile entrare a stagione in corso, ma l’ho già fatto, anche in Portogallo e le squadre sono andate diverse. Qua è diverso, non dico meglio o peggio“.
Sulla Lazio: “L’essere umano è pieno di ricordi. Ma anche se domani ci fossero stati i miei genitori a giocare con la Lazio io gioco per vincere. Ho bei ricordi, ringrazio tutti quelli che mi hanno aiutato in quei 3 anni. Però è il passato, domani saranno avversari. Sarà una partita difficile anche loro vogliono arrivare in Europa. Marco sta facendo un grande lavoro, ha molta esperienza. Mi piace andare a studiare anche gli allenatori, gli faccio i complimenti“.
Sui pochi tiri in porta contro il Bologna: “Di tiri ne abbiamo fatti di più, ma non in porta. Volevamo fare sicuramente di più. Dopo la Lazio avremo due settimane pulite, alcuni giocatori potranno lavorare su cose con cui ancora non abbiamo lavorato. Il nostro inizio di stagione sarà anche dopo la Lazio“.
Sui lanci lunghi: “Leao forse non si è spiegato bene dopo il Bologna… Il gol arriva su uno dei momenti di gioco in cui avevamo palla bassa e il Bologna ci veniva a uomo: dobbiamo sfruttare lo spazio per creare l’inserimento di altri giocatori. Poi in altre situazioni chiediamo altre cose alla squadra. Sono momenti diversi su cui lavoriamo, ma non è che vogliamo giocare sempre così. Leao ha parlato in modo specifico di quel momento di gioco”.
Su cosa può cambiare: “Per il tempo che ho a disposizione, voglio sicuramente lavorare anche su una costruzione ad esempio su tre uomini. Sicuramente giocherò qualche partita in altro modo, ma ho bisogno di lavorare sul campo. Da martedì comincerò a lavorare sul campo e non solo sulla lavagna. Lavorerò su un altro sistema senza dubbio”.
Su quale domanda avrebbe voluto: “La formazione ancora no (ride ndr). Io non ci sto a perdere, se posso dire qualcosa, la mia angoscia è la stessa cosa dei tifosi. Delle volte degli sfoghi, come dopo Bologna, sono collegati a questa voglia di vincere qua“.
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