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Lopetegui sui motivi del suo mancato arrivo in Italia: “Al Milan guerra interna”

Julen Lopetegui

torna a parlare del suo mancato approdo in rossonero. Il tecnico basco era la prima scelta del Milan per il post Pioli, ma la rivolta dei tifosi ha portato ad un cambiamento di rotta nella dirigenza rossonera, che ha virato sul profilo di Paulo Fonseca. Una decisione che Arrigo Sacchi, qualche giorno fa a La Gazzetta dello Sport, aveva condannato:

“Ricordo che il Milan aveva individuato in Lopetegui l’allenatore per questa stagione. Poi, dato che i tifosi si sono ribellati, perché consideravano Lopetegui un profilo non adatto, si è deciso di puntare su Fonseca che tuttavia, non aveva un curriculum particolarmente importante. Ecco, quella è stata la prima mossa sbagliata. Se tu, presidente, direttore sportivo o amministratore delegato, sei convinto di una scelta o di un’idea devi andare fino in fondo e non piegarti agli umori della piazza”.

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Lopetegui

A quanto risulta dalla recente intervista rilasciata dall’ex tecnico del West Ham a Diario AS, le dichiarazioni di mister Sacchi sono arrivate anche in Spagna, con il tecnico basco che le ha particolarmente apprezzate: “Mi hanno sorpreso e le apprezzo (le parole di Sacchi ndr), considerando da chi provengono. Quello che ha voluto dire è che le decisioni di un professionista non possono essere influenzate dal rumore di una parte che non è professionista. Infatti, porta come esempio se stesso e Berlusconi. Condivido questo pensiero”.

Alla domanda sul fatto di essere stato la prima scelta del Milan in quel momento, e cosa sia accaduto successivamente, Lopetegui risponde così: “È stato difficile e strano da capire. Non riguardava me, ma una guerra interna lì“.

Sulla sua recente esperienza con gli Hammers, terminata con un esonero

“Abbiamo avuto una sensazione di delusione. La squadra era dove doveva essere, considerando le circostanze. Il girone di ritorno sarebbe stato migliore. La squadra era 13ª e aveva la possibilità di finire 9ª o 10ª, che credo fosse la posizione in cui dovevamo stare. Era l’idea per il primo anno: conoscerci meglio. Abbiamo perso contro Liverpool e City, quest’ultima dopo una grande partita. Avevamo due partite consecutive in casa contro squadre del nostro livello. E eravamo molto lontani dalla zona retrocessione”.

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