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Maignan a colloquio con gli inquirenti, la decisione su 30 tifosi dell’Udinese

L’episodio verificatosi sabato sera contro Mike Maignan ha dell’assurdo. Il rossonero si è fermato al minuto 34 del primo tempo per cori razzisti e la squadra si è riunita a raccolta nel tunnel degli spogliatoi. La gara poi è ripresa. Come ha riportato il francese in un post su Instagram la sua uscita dal campo è stata forte e significativa. Bisogna agire per combattere il razzismo perché al contrario si rischia di essere complici di un sistema che non tutela i calciatori. Dopo la partita Mike è stato ascoltato in una stanza dello stadio per circa quaranta minuti dagli inquirenti federali. Maignan ha riportato come, secondo lui, fosse solo un gruppo di 10 persone.

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Il Corriere dello Sport ha rivelato, invece, che la curva era composta da 4600 spettatori, il numero rischia quindi di allargarsi. L’ispettore, infatti, avrebbe identificato che l’1% del settore si sarebbe mosso per intonare cori e ulalati razzisti. Il numero si aggira intorno ai 40, 50 tifosi. Esclusa l’idea di giocare a porte chiuse le prossime gare o di chiudere la curva, la palla spetta ora alla giustizia ordinaria. Grazie alle telecamere dello stadio e ad immagini video di alta qualità sono riusciti ad individuare coloro che hanno commesso questo gesto. La questura di Udine emetterà a breve il daspo per poco più di 30 tifosi, allontanandoli così da tutti gli stadi italiani. In giornata il procuratore riceverà gli atti e approfondirà il fascicolo.

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