Paolo Maldini
, considerato da molti il difensore più forte nella storia del calcio, non si è contraddistinto negli anni solo per le sue strabilianti doti sul terreno di gioco, ma anche per la persona che era dentro e fuori dal campo. Un leader nato, che ha portato i colori rossoneri sul tetto del mondo. La sua personalità non è entrata nel cuore solo dei tifosi milanisti, ma anche di leggende del calcio, come Gianluigi Buffon.
L’ex portiere della Juventus e della nazionale italiana, intervistato a Che Tempo Che Fa, ha ricordato il suo esordio in Serie A e il grande gesto di Paolo Maldini poco prima di fare l’ingresso sul terreno di gioco. Di seguito le sue parole:
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“L’altro giorno ho rivisto lo spezzone del mio esordio, mi sono emozionato e messo a piangere da solo. L’incontro con Maldini nel tunnel? Secondo me quello è il momento nel quale certe persone fanno la differenza e fanno vedere di avere un’altra marcia rispetto ad altre. Lui lì probabilmente ha rivissuto in me che avevo 17 anni ed ero all’esordio, il proprio esordio.
Ha avuto la sensibilità per capire che ero un ragazzo che giocava contro mostri sacri perché c’erano Maldini, Baresi, Weah, Baggio, Desailly, Boban e chi più ne ha più ne metta. E se solo solo mi salutava o dava un abbraccio magari mi aiutava a non fare brutte figure perché già era complicato per me in una gara simile. Eravamo primi in classifica appaiati. E quindi lui ha avuto la sensibilità di venire ad abbracciarmi e dire dai forza. E mentre tutti gli altri erano concentrati e sono passato come se non esistessi, lui è stato l’unico a venire lì a darmi forza. Per me Paolo è là”.
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