A differenza delle scorse stagioni il Milan vuole puntare fortemente sul proprio allenatore, appoggiando in tutto Amorim.
Dall’addio della vecchia proprietà il Milan non ha mai dato delle grandi garanzie ai rispettivi allenatori. Da Pioli a Fonseca, Conceição ad Allegri. In un modo o in un altro non hanno mai supportato al 100% ogni allenatore, ascoltando le loro richieste o idee.
Con Amorim la storia sembra girare in una direzione diversa dalle ultime panchine rossonere. Prima di tutto il nuovo allenatore del Milan al suo arrivo è stato accolto da proprietario del Milan Gerry Cardinale, mai accaduto con gli scorsi allenatori
La risposta dal mercato, sulle richieste del portoghese, sono arrivate a velocità quasi da record. La punta tanto richiesta è arrivata in pochi giorni pagandola più di 70 milioni. Si aggiunge il centrale di impostazioni, Mario Gila prelevato dalla Lazio per 30 milioni. Più di 100 milioni spesi accontentando alcune delle richieste il nuovo allenatore del Milan.
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Dunque la proprietà sta rispondendo presente ad Amorim, cercando di accontentarlo e renderla voce importante per il nuovo progetto rossonero. Come definito da lui stesso in una delle ultime interviste come allenatore del Manchester United, lui vuole essere un manager, non solo un semplice allenatore.
Ad aggiungere ulteriori informazioni su questo dettaglio è il giornalista Peppe di Stefano a Radio Rossonera:
“Amorim oggi è l’interfaccia del Milan e di Milanello. Io credo che il calcio italiano ha sempre previsto una figura a fianco dell’allenatore che potesse tenerlo con i piedi per terra nei momenti esaltarli”.
“Dargli un po’ di entusiasmo nei momenti più complicati, consigliarlo nel modo migliore o nei momenti di non lucidità, proteggerlo nel mondo del calcio, con tifosi o media”.
“Io credo che il vento negativo arriva in tutte le imprese, famiglie e società del mondo, e anche nel calcio. E questi momenti di difficoltà vanno gestiti. E come dice Galliani, un bravo dirigente gestisce i momenti negativi”.
“Nei momenti positivi non c’è tanto da fare, quelli negativi vanno gestiti”. “Visto che questa figura manca, credo che l’idea sia quella di far sì che Amorim sia manager a tutto tondo”.
“Non so se ce la farà o no, so che questa è la loro scelta. È una scelta un po’ rischiosa considerano l’età che ha Amorim e l’ultima esperienza da cui è reduce molto complicata, proprio perché era in una situazione simile a quella del Milan”.
“Credo che da quegli errori possa avere imparato. Che sia sufficiente per gestire una piazza, una squadra che non vince da un bel po’ di tempo e che ha avuto parecchi problemi extra campo io non lo so, me lo auguro per lui”.
“Spero solo solo che la presenza di Cardinale sia costante perché, in un modo o nell’altro, fa bene all’ambiente”.
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