L’ex rossonero Serginho Dest è tornato a parlare della sua breve avventura al Milan ai microfoni di The Athletic Football. Il classe 2000, attualmente in forza al PSV, è approdato a Milano, in prestito dal Barcellona, nella stagione 2022-2023. L’americano però non ha mai trovato lo spazio desiderato, disputando solo 8 gare ufficiali, e diventando un vero e proprio caso. Di seguito le sue parole.
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“Mi è piaciuto, ma non ero pronto. È stata una lezione davvero importante. Se vado in un altro posto, devo essere pronto mentalmente. Nella sfida ai gironi in Champions League contro il Chelsea, gara persa per 3 a 0, ho giocato la mia peggior partita di sempre. Ero nuovo nella squadra e i giocatori non capivano il mio stile di gioco. Con uno-due e cose del genere, non sentivo la connessione, ed ero distratto. Mi è rimasto impresso. Mi do un tre (su 10) quella sera.
Da lì ho imparato molto. Più tardi, ho trovato un ritmo nella squadra che era davvero buono. Ero uno dei migliori in allenamento, e ho iniziato a giocare. Poi ho fatto un buon Mondiale ma quando sono tornato, ho avuto qualche problema con l’allenatore“. Dest ha poi continuato parlando del suo rapporto teso con Stefano Pioli: “Non riuscivo a comunicare con lui. Parlava solo italiano, quindi abbiamo dovuto avere un interprete. Non giocavo molto e, essendo in prestito, non ero così motivato a imparare l’italiano. Ho iniziato a pensare che non sarei rimasto lì per così tanto tempo”.
Il difensore ha poi concluso: “Mentalmente non ero pronto. Ero troppo concentrato sul Barcellona e non avevo ancora capito che grande club è il Milan. Non avevo lasciato il Barcellona nel modo giusto e mi sentivo ferito. Il Milan sarebbe stato un club perfetto. È un peccato che sia andata così. Avevo 21 anni. Non capivo nemmeno perché non giocassi in quel momento. Pensavo che mi avessero preso in prestito per giocare. Ho sentito tutto ai massimi livelli e so cosa fare per tornarci.”
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