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Milan, ora basta rimuginare: c’è un secondo posto da proteggere

Milan - Champions League

È stata una settimana da incubo per il Milan. Tra l’eliminazione in Europa League contro la Roma e il derby perso contro l’Inter che ha sancito l’aritmetica certezza dello Scudetto, è stata una botta pesante per i rossoneri. Come diceva mister Pioli: “I bilanci si fanno a bocce ferme”. Anche se il futuro del tecnico sembra ormai segnato, non c’è tempo di pensare a quel che sarà. C’è un big match contro la Juventus alle porte e c’è anche un secondo posto da proteggere, che garantirebbe anche l’accesso alla final four della Supercoppa italiana.

Adesso basta con gli esperimenti. Il Milan dovrà fare tutto quello che può per cercare di uscire dall’Allianz Stadium con più punti possibili. All’andata i bianconeri l’hanno spuntata grazie a un gol di Locatelli contro il Diavolo in 10 uomini. Da quella sconfitta di novembre, è iniziato un periodo piuttosto negativo per la squadra di Pioli, con l’Inter che ha aumentato il passo. Gli obiettivi adesso sono diversi. Anche quest’anno, i rossoneri non porteranno a casa alcun trofeo, ma terminare il campionato sul secondo gradino del podio, può rappresentare una magra consolazione (non per i tifosi, ma sicuramente per la proprietà).

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Dalla sconfitta nel derby, il Milan non avrà a disposizione Theo, Calabria e Tomori per squalifica. Si trattano di tre assenze pesanti figlie di un nervosismo giustificato dal momento che i rossoneri stanno passando. La difesa sarà rivoluzionata, e Musah, presumibilmente, sarà impiegato con terzino destro. Altra bocciatura per Terracciano, che dopo il rigore concesso nel pareggio interno contro il Bologna, non ha più visto il campo. L’ex Hellas Verona ha giocato solo 64 minuti con la maglia rossonera.

Non vedremo più Leao come unico riferimento in attacco (per fortuna) e tornerà Giroud dal primo minuto. La scelta di inserire il portoghese come centravanti nel derby non solo non ha funzionato, ma portato ancora più confusione, soprattutto per i movimenti tradizionali di una punta che il 10 rossonero non è abituato a eseguire. A mio modo di vedere è incomprensibile anche il poco minutaggio concesso a Okafor e Chukwueze. I due potevano essere una carta in più da giocare in questa stagione e per alcuni momenti hanno dimostrato le loro qualità. Se però il tempo in campo scarseggia, non è lecito aspettarsi di più.

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