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Milan, un dettaglio che pesa: l’aspetto che può diventare decisivo in negativo

Nel consueto video pubblicato sul suo canale YouTube, Fabio Caressa ha ampliato lo sguardo oltre le emozioni e i verdetti delle ultime due serate di Champions League. Il noto giornalista e telecronista di Sky Sport ha infatti dedicato un passaggio significativo della sua analisi anche alla situazione attuale del Milan guidato da Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle difficoltà della squadra, sugli aspetti tattici e mentali che stanno incidendo sul rendimento e sulle prospettive per il prosieguo della stagione.

Di seguito le sue parole:

Dal Milan mi aspetto qualcosa di più, soprattutto nei primi tempi. Io mi aspetterei dal Milan ogni tanto un primo tempo dirompente, invece la squadra sembra quasi regalarli i primi tempi, o comunque giocarli con razionalità perché tanto dal 60esimo in poi le partite le sblocca. Poi non è tanto così con le piccole. Anche qui un po’ di dimensione di sogno in più, un po’ di ardore in più, un po’ più di coraggio forse, di gettare il cuore oltre l’ostacolo e non pensare al secondo posto o al vantaggio sulla quinta. Ma è giusto accontentarsi? O è il calcio è anche una dimensione sogno?”. 

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Si tratta, infatti, di una problematica ormai ben conosciuta in casa Milan, un aspetto che nel corso della stagione si è ripresentato con una certa continuità. I primi tempi, nella maggior parte delle occasioni, rappresentano una nota dolente: approcci poco incisivi, ritmi non sempre all’altezza e quella sensazione di dover rincorrere la partita più che indirizzarla fin dalle battute iniziali.

È una scelta strategica? Forse sì, almeno in parte. Si può pensare a una gestione più prudente delle energie, a un atteggiamento attendista per studiare l’avversario e colpire nella ripresa. Tuttavia, anche qualora fosse una linea pianificata, resta il fatto che si tratta di una decisione che può rivelarsi rischiosa. Non tutte le partite concedono il tempo o lo spazio per essere raddrizzate nel secondo tempo, e non sempre gli episodi girano nella direzione sperata.

Affidarsi con costanza alla capacità di cambiare marcia dopo l’intervallo significa esporsi all’imprevedibilità delle gare, soprattutto contro avversari organizzati. Ed è proprio questa la sottile linea su cui il Milan si è spesso trovato a camminare.

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