Antonio Mirante è stato ospite del The Rossoneri Podcast, nuovo format del Milan. Il portiere a fine stagione lascerà il Diavolo e, contro la Salernitana, ha salutato i tifosi insieme a Giroud, Kjaer e Caldara. Tanti gli argomenti trattati, dalla forza di Mike Maignan, all’aneddoto sullo scudetto con Alessandro Florenzi. Di seguito le dichiarazioni di Mirante:
Sul ruolo del portiere: “Sai, il terzo portiere è visto come quello che fa gruppo, che porta un po’ di risate e che fa da collante, che sa gestire alcuni momenti. L’unico modo per alzare il livello è spingere. Se io a 40 anni mi alleno forte e bene tutti gli altri sono quasi obbligati a spingere ed allenarsi forte”.
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Su Maignan: “Mike è un pugile, ha la concentrazione di un pugile e ha il fisico di non so che animale. Lui ha tutto, è forte, veloce, elastico. La parata che ha fatto a Verona dove finisce così con le gambe larghissime, io a guardarlo mi sono fatto male mentre lui si è alzato e ha detto che forse aveva qualcosa, ma non aveva niente. È un atleta incredibile abbinato a delle qualità mentali assurde, un portiere di assoluto livello che ad oggi metto nei primi 3 del mondo. Nonostante il nostro ruolo sia un ruolo di reazione, dove comunque tu devi reagire a tante cose, lui sa che deve agire in un certo modo per prepararsi a reagire in un certo modo. È una persona molto equilibrata, di grande personalità ma anche molto sensibile sia nel nostro gruppo che con gli altri ragazzi.”.
Su Sportiello: “Lo conoscevo già come portiere, mi ha sorpreso per la simpatia, è un pazzo totale. Pazzo nel senso buono. Mi ha sorpreso come è entrato nella partita di Champions all’85esimo. Uno crede che il secondo portiere deve fare quello, essere pronto appena si fa male il primo. C’è un abisso tra il dire e il fare, e devo essere sincero, questa è una cosa che gli invidio. E non perché se un domani magari dovessi entrare all’improvviso forse farei male, ma proprio per questa capacità che lui ha avuto. Questo è sintomo di grande allenamento, di grandi certezze”.
L’aneddoto scudetto: “C’è questa cosa che ricordo bene. Una volta eravamo in palestra e mancavano 10 partite alla fine. Noi eravamo dietro in classifica. Florenzi aveva appena vinto l’Europeo, si avvicina e me e mi dice: “Sai che sento la stessa magia, un qualcosa di simile all’estate scorsa?”. Gli ho risposto: “Ma senti bene? Perché siamo dietro”. Lui mi dice di guardare con attenzione. Dopo 2 o 3 partite mi sono avvicinato e gli ho detto: “Io quella dell’estate scorsa non l’ho percepita perché non c’ero, ma sai che forse hai ragione?”.
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