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Non è che se Okafor va in bocca a un coniglio, allora diventa una carota

Okafor

Non so se avete presente usare bastone e carota, ma è un detto. Sta di fatto che, al momento, le carote scappano da Okafor e le carote sono veramente lontanissime. Solo bastoni per Noah Okafor, soltanto quelli.

Quella di Noah Okafor al Milan è una storia che comincia solamente da un anno scarso. E non c’è tanto da concentrarsi sul fatto che Okafor fa 6 gol in campionato e tutto sommato non è nemmeno deludente. Piuttosto, c’è da concentrarsi perché viene utilizzato da titolare ben 5 volte su 28 apparizioni totali. Praticamente non gioca mai. E a tutta questa storia c’è da aggiungere che perfino in Nazionale è in ballottaggio. Con la Svizzera ha giocato un po’ sì e un po’ no, nelle partite di preparazione all’Europeo. E le sue medie non sarebbero neppure male, in rapporto al tempo che impiega presente in campo.

La situazione assume dei contorni più thriller e profondi, e dunque all’improvviso diventa un corridoio senza via di uscita, di quelle inquadrature come le fa Kubrick o Lanthimos o addirittura Scorsese quando dà il focus sul famoso atrio vuoto di Taxi Driver, quando sembra che debba arrivare qualcuno e invece non arriva nessuno, e Travis Bickle è al telefono e le rose bruciano nel frattempo, le mura sono graffiate e bianche e ci sentiamo tremendamente incompresi e senza appoggi e vie di scampo, e tutto va soltanto più lontano. Quelle situazioni lì, di corridoi lunghi e vuoti, dove non si vede la fine e non arriva nessuno. È proprio così la vita di Noah Okafor, al momento, per capirci.

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La situazione diventa infatti più grave, perché il Milan cerca un attaccante. E si parla di Zirkzee e di Dovbyk ad esempio, e potrebbero non arrivare entrambi.

Allora si fanno nomi di altri centravanti di fascia più bassa, soluzioni più low cost. Quello che spaventa di più con questi nomi, però, è che non lasciano pensare a volte di essere poi davvero meglio di Okafor. E, allo stesso tempo, lo svizzero viene dato sempre come un elemento da panchina, e qualsiasi punta accostata al Milan farebbe il titolare. Perché, anche vicino a nomi semi-sconosciuti, Okafor viene visto sempre favorito per la panchina, e non si capisce perché.

Perciò questa è la sua storia, dove lui può essere mangiato da un coniglio o altro. Può farsi crescere le foglie da carota in testa. Può diventare arancione e può farsi tagliare alla julienne. Okafor può essere condito con la paprika, ma nessuno userà mai la carota, pare. Solo bastone.

Ricordarsi sempre che ficcarsi le penne addosso non fa di noi delle galline. E lo stesso vale, con le adeguate logiche, per le carote. Capite.

Parliamo di Okafor, non parliamo di carote.

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