Intervenuto al Corriere dello Sport, Franco Ordine si è espresso a favore del ritorno di Massimiliano Allegri sulla panchina del Milan. Il nuovo ciclo del tecnico livornese in rossonero ha entusiasmato molti tifosi anche se l’alone di ciò che è stato fatto nel suo ritorno alla Juventus lascia qualche dubbio. Per Ordine, invece, la scelta è azzeccata. Allegri al Milan è l’inizio di un nuovo ciclo che avrà come principale obiettivo quello di spazzare via la scorsa annata.
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Le parole di Franco Ordine: “Il ritorno di Allegri al Milan? Ha il sapore della minestra riscaldata ripetono in coro. A parte il fatto che, specie nella cucina delle nostre nonne, il piatto di pasta riscaldato offriva un gusto irraggiungibile. Perché la storia del primo Allegri è clamorosamente diversa. Durante l’estate 2010 Allegri proveniva dall’esperienza di Cagliari dove, partito con 5 sconfitte di fila, rimase sulla panchina grazie alla stima di Cellino presidente e questo gli valse – grazie al primo pareggio proprio contro il Milan – di risalire la china e centrare la salvezza. A sceglierlo fu Adriano Galliani che lo presentò ad Arcore così: ‘Ha il fisico del ruolo’. Il primo giorno in rossonero, seduto al fianco di Silvio Berlusconi, Allegri non disse nemmeno una parola lasciando che i riflettori rimanessero puntati sulle dichiarazioni del presidente. Prim’ancora di cominciare aveva già capito tutto.
Poi parlò il calcio e dopo una prima sbandata (a Cesena, con il rigore sbagliato da Ibra) il Milan prese il volo verso lo scudetto. Due le intuizioni decisive: Boateng trequartista e il centrocampo dei 3 mediani varato a Bari a causa del lunghissimo infortunio muscolare di Pirlo. L’anno dopo, quello del gol di Muntari, il Milan perse il duello con la Juve di Antonio Conte per via dell’accidente toccato a Thiago Silva. Ma il suo vero capolavoro fu il terzo posto (con Champions) conquistato la stagione dopo segnata dalle cessioni eccellenti di Ibra e Thiago e l’addio strappa-lacrime dei senatori (Nesta, Gattuso, Seedorf, Inzaghi etc.).

L’esonero del quarto anno fu la conseguenza diretta della frattura interna avvenuta con l’avvento in società di Barbara Berlusconi. Il Milan vinceva 3 a 0 col Sassuolo, finì 4 a 3 con Berardi mattatore e con un comunicato a sorpresa ci fu la fine del rapporto.
È animato da una grande motivazione e aiutato nell’occasione da una conoscenza approfondita del Milan della passata stagione. Quando cominciò a circolare la sua candidatura per sostituire Fonseca, non ha perso una partita di quel Milan appuntando pregi e difetti che gli serviranno per correggere il suo prossimo Milan. Ha potenziato lo staff storico. È partito per primo nel calendario dei raduni. Ha convinto Maignan a restare e progettato un team da assemblare con le sue idee ben scolpite. Di sicuro non insegue uno stile di gioco che ‘piace alla gente’ ma un traguardo ancora più decisivo: fare di questo nuovo gruppo una squadra riportando alla luce i valori della tradizione milanista nei comportamenti dentro e fuori dal campo. Ci riuscirà? Lo vedremo. Di sicuro sarà una minestra dal sapore completamente diverso”
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