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Pavlovic racconta il derby: “Ecco perché è unico”. Poi il commento su Allegri

Protagonista del gol vittoria con la Cremonese, Strahinja Pavlovic è sicuramente una delle note più positive di questa stagione. Il difensore serbo ha rilasciato un’interessante intervista alla Gazzetta dello Sport in cui ha parlato del derby e dell’intero mondo Milan.

Sul derby: “Sarà una partita dura. L’Inter è davanti in classifica e forse giocherà con meno pressione rispetto a noi. Ma il derby fa storia a sé: ognuno è diverso dall’altro. Mi aspetto una gara con molta lotta e spero che riusciremo a vincere”. 

Sulla possibilità che il derby diventi una lotta: “Si può dire così (ride, ndr). A me piacciono questi tipi di sfide, ma penso che chiunque giochi a calcio con passione, viva per incontri del genere. Credo che siamo tutti pronti per il derby”. 

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Mentre sui derby del passato dice: “Il mio secondo match da professionista con il Partizan è stato proprio il derby contro la Stella Rossa, al Marakana di Belgrado. Avevo 17 anni ed ero senza esperienza: per me fu qualcosa di incredibile e lo ricorderò per sempre”. 

Su quale sia il derby giocato che ricorda con più piacere: “Il 3-0 nella semifinale di ritorno della scorsa Coppa Italia. Nei derby è difficile godersi l’incontro perché sono sempre duri e pieni di duelli. Quella volta invece mi sono divertito e non la dimentico”. 

Mentre sul 3-2 di Riad: “Sì, è stata una rimonta incredibile, anche se l’ho vissuta in maniera un po’ diversa perché ero in panchina. Guardare è quasi più difficile che giocare e le emozioni sono diverse, ma anche quella sera ero comunque molto felice”. 

Sul cosa renda speciale il derby: “L’atmosfera è particolare. In Serbia sono cresciuto in ambienti simili, con partite sentite e tese, ma qui è diverso: ho la sensazione che si inizi a parlare del derby un mese prima. Tutti sono concentrati su questa sfida e sembra che non ci sia niente di più importante che vincerla”. 

Sull’Inter favorita: “No. Nei derby non esistono favoriti. Lo abbiamo visto anche la scorsa stagione: in campionato abbiamo fatto fatica e siamo arrivati ottavi, ma i derby li abbiamo spesso vinti. Il derby fa storia a sé”. 

Sulle punte dell’Inter: “L’Inter ha quattro attaccanti che sono davvero molto bravi e hanno caratteristiche differenti. Cercherò di prepararmi per tutti, poi vedremo chi giocherà. Io mi alleno sempre al 100%, indipendentemente dall’avversario”.

Su Pio Esposito: “È giovane, ha fame e molte qualità. Vuole dimostrare il suo valore e per la sua età è molto forte: è un pericolo e dobbiamo prepararci anche per lui”. 

Sulle parole di Leao, che ha detto che il derby è questione di vita o di morte: “Sono d’accordo con Rafa. Possiamo dire che è la partita più importante della stagione, un match speciale: chiunque a Milano sa quanto conta”. 

Sul clima nello spogliatoio: “Siamo professionisti e dobbiamo prepararci allo stesso modo per ogni incontro, però è vero che nell’aria si sente l’emozione per il derby in arrivo”. 

Sulle leggende del Milan: “Basta fare una passeggiata a Milanello per capire quante leggende hanno giocato qui: le foto sono ovunque, nella sala da pranzo, nello spogliatoio, in palestra… Mi rende felice indossare la stessa maglia che hanno indossato loro. È una sensazione bellissima, difficile da descrivere”.

Su chi abbia sentito prima di venire al Milan: “Ho chiamato Luka Jovic che la scorsa stagione era qui, ma mi sono informato anche con Milenkovic e Vlahovic per sapere di più sul campionato italiano”. 

Sulla differenza tra la Serie A e gli altri campionati: “Il Milan è il club più grande in cui ho militato finora e la Serie A è più forte rispetto ad Austria, Francia e Serbia. Qui è tutto diverso: non esistono partite facili e in questi due anni scarsi ho imparato più che nei sei precedenti della mia carriera. Per un difensore è la lega perfetta per crescere”.

Su Allegri: “Il mister mette molta attenzione sulla difesa e abbiamo fatto tanti progressi. Il merito però non è solo dei difensori perché serve l’aiuto di tutti: gli attaccanti e i centrocampisti ci danno una bella mano. Con il mister ho migliorato tantissime piccole cose. Ho iniziato a prestare attenzione a dettagli che prima non consideravo e che fanno la differenza”. 

Sul campionato del Milan e se lo renda soddisfatto Pavlovic aggiunge: “È una domanda difficile… Rispetto all’anno scorso siamo contenti: l’obiettivo a inizio stagione era entrare tra le prime quattro e siamo in corsa per raggiungerlo. Però guardando il nostro rendimento, penso che avremmo potuto avere più punti, quindi un po’ di rammarico c’è. Mancano ancora undici partite e faremo tutto il possibile per ottenere il massimo. Andiamo avanti partita dopo partita e alla fine vedremo dove saremo arrivati”. 

Sulla fatica fatta contro le medio-piccole: “Se guardiamo i risultati con le prime sei in classifica, abbiamo tante vittorie perché siamo più pericolosi nelle ripartenze e nelle azioni veloci. Facciamo più fatica contro le squadre che si difendono con il blocco basso, quando abbiamo tanto possesso. Miglioreremo”. 

Sulle parole di Kakà che vede il Milan ancora in lotta per lo scudetto: “Nulla è ancora finito. Mancano undici giornate e l’importante è restare uniti e dare il massimo fino all’ultimo minuto”. 

Rafael Leao

Sulle parole di Leao, che ha invitato tutti alla massima concentrazione: “Esatto. Io sto quasi sempre a casa e non esco molto. Rafa ha ragione e questo principio vale sempre, non solo per il derby. La preparazione è fondamentale”. 

Su chi sia più difficile da marcare in allenamento: Leao è molto difficile da fermare, ma io soffro soprattutto Pulisic. È il tipo di giocatore che non va allo scontro: è veloce e ti sfugge via. Non puoi entrare forte perché trova il modo di sgusciarti via, come un serpente. Lui è forte e per noi è fondamentale”.

Su Gabbia: “Gli auguro una pronta guarigione, come gli ho già scritto per messaggio. Ci mancherà: è una grande persona prima ancora che un grande giocatore”. 

Su San Siro sold out: “Grazie per il supporto perché sono sempre il nostro dodicesimo uomo. Proveremo a vincere il derby anche per loro”. 

Domenica il Milan sarà pronto? Pavlovic conclude così: “Sì, saremo pronti”. 

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