In un Milan alla costante ricerca del proprio uomo chiave, i rossoneri di Allegri si godono questo terzo posto in classifica.
Un inizio di stagione altalenante, non toglie i meriti che i rossoneri si sono conquistati sul campo. Da giugno in poi il Milan non aveva ancora un allenatore e una linea tecnica da seguire, ma con l’arrivo di Tare e Allegri la musica è cambiata. I rossoneri oltre a ritornare sul podio della Serie A, non hanno paura a giocare a carte scoperte contro le grandi. Andamento che ricorda il Milan di Stefano Pioli, che contro le big ritagliava il più grande bottino stagionale.
Un Milan grande con le grandi e piccolo con le piccole, che nelle difficoltà continua la propria crescita, che passa anche da un giocatore chiave degli ultimi anni.
Il Milan con e senza Leao è stato spesso argomento di discussione di massa. Le preferenze si possono suddividere in due categorie: chi preferisce un giocatore più propenso a difendere e chi non toglierebbe mai dal rettangolo di gioco Leao.
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A parlare del nuovo Milan è l’ex leggenda rossonera, Gianni Rivera. Il primo vero fantasista italiano della storia rossonera, ha parlato proprio dei rossoneri a tuttomercatoweb.com:
“Che idea mi sono fatto del Milan? Non lo so, ho pochi rapporti perché ho un problema con l’attività dei proprietari del Milan e quindi preferisco evitare di dire quello che penso”
“Un giudizio sul lavoro di Allegri? Ogni allenatore è bravo se raggiunge qualche obiettivo. Aspettiamo, vale per tutti, da Allegri a Gattuso, si devono conquistare sul campo il nome di allenatore”
Poi è intervenuto in merito al giocatore che più lo aggrada di questo Milan:
“Se c’è un giocatore che mi piace particolarmente? Cambiamo discorso. C’è qualcuno che ha qualche qualità, ma sono quasi tutti stranieri e la cosa mi disturba un po’, devo dirlo con sincerità”.
“Leao è uno che può piacere perché riesce a fare delle cose che altri, pur impegnandosi, non riescono a fare.La gente si aspetta che vinca ogni volta la partita da solo e questo non va bene, gli rovinano la vita”.
“Se può lo fa, ma non sempre è possibile. È capitato anche a Pele di non vincere sempre, se è successo a lui vuol dire che può capitare a tutti”.
Rivera
in poche righe è riuscito a sintetizzare il pensiero popolare che fa solo del male ai giocatori moderni. Nessuno può decidere ogni partita, ci possono provare, ma non sempre è possibile.
Proprio con il portoghese e Kaka, Rivera condivide un record che lo inserisce nel gruppo dei giocatori che hanno segnato almeno 75 reti e fornito 60 assist nella storia del Milan.
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