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Sacchi applaude Modric: “Il fascino del Milan non tramonta mai. Su Jashari…”

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Arrigo Sacchi, ex tecnico e simbolo del grande Milan, ha affidato alle colonne della Gazzetta dello Sport un commento ricco di passione e lucidità sull’arrivo in rossonero di due nuovi volti: Luka Modric e Ardon Jashari. Due storie diverse, ma unite dallo stesso desiderio: indossare la maglia del Diavolo.

«Chiusa la leggendaria carriera al Real Madrid e salutato il tempio del Bernabeu, Luka Modric ha voluto a tutti i costi trasferirsi al Milan», esordisce Sacchi, sottolineando la determinazione del croato. «Nonostante i suoi quarant’anni e qualche legittima perplessità sulla tenuta atletica (che anch’io nutro, sperando di sbagliarmi), la gente si è subito innamorata di lui, radunandosi in massa nel giorno della presentazione».

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Ma anche l’altro nuovo innesto, Ardon Jashari, non è passato inosservato: «Lo svizzero, che era di proprietà del Bruges, ha chiesto a gran voce la cessione al Milan, che lo seguiva da tempo. Alla fine, i dirigenti belgi hanno dovuto accontentare questo desiderio». Per Sacchi, le scelte di Modric e Jashari vanno oltre le logiche di mercato: sono la prova tangibile dell’appeal senza tempo del club rossonero.

«Queste sono storie che raccontano, ancora una volta, il fascino che il Milan esercita sui giocatori. Soprattutto su quelli stranieri. Anche in un periodo in cui magari non si viene da una serie di successi. Ma ci si chiede: perché succede tutto questo? La risposta è semplice: basta guardare la bacheca del club, dove brillano ben sette (dico sette) Coppe dei Campioni, oltre a tanti altri trofei. Quante squadre italiane possono vantare lo stesso palmarès europeo? Nessuna. È logico, quindi, che il nome del Milan sia ancora oggi un richiamo fortissimo. I calciatori sognano di vestire questa maglia».

Sacchi, però, non si limita agli elogi. Lancia anche un messaggio chiaro a Modric, Jashari e a tutti coloro che approdano al Milan: «Sono molto felice che un campione del calibro di Modric, anche se quarantenne, abbia scelto il Milan. E sono contento anche dell’arrivo di Jashari. Però, ed è fondamentale sottolinearlo, adesso che hanno fatto questa scelta devono essere loro a mettersi a disposizione del club, non il contrario».

L’ex tecnico del Milan richiama l’identità e lo spirito della società: «Il Milan ha un Dna preciso, che per fortuna non può essere cambiato. Qualsiasi giocatore arrivi, ha l’obbligo di adeguarsi, senza pretendere di scavalcare le gerarchie. Il fascino del Milan nasce dal suo stile, dalla sua storia. E questo nessuno potrà mai cancellarlo».

Un richiamo all’umiltà, al rispetto delle regole e alla consapevolezza di far parte di una delle istituzioni più gloriose del calcio mondiale. Per Sacchi, indossare la maglia rossonera non è solo un onore: è anche una responsabilità.

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