Nel febbraio 2022 sono state effettuate due richieste referendarie presentate dal Comitato promotore “Referendum x San Siro) per salvare la casa del Milan. Il primo quesito chiedeva al Comune di Milano di non costruire un nuovo stadio e di deliberare la salvaguardia del Meazza. Il secondo quesito, invece, chiedeva di abrogare la delibera di giunta che sanciva il pubblico interesse del nuovo stadio. Entrambe le richieste erano state dichiarate inammissibili a giungo 2022 dal collegio. La decisione però fu annullata poco dopo dal Tar che decise di intervenire sulla vicenda.
La Commissione Regionale per il Patrimonio Culturale della Lombardia ha dichiarato il secondo anello di San Siro di interesse culturale. Mentre la Soprintendenza dei Beni culturali ha dichiarato “archivio pubblico esposto” la zona della Tribuna Ovest. Il collegio, ad oggi, ha preso la decisione ufficiale sul Meazza.
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Ha dichiarato illegittimi entrambi i referendum e, come riportato da CalcioeFinanza.it, i garanti hanno sintetizzato la loro decisione con le seguenti parole: “Allo stato non risulta sussistente un interesse del Comitato referendario che legittimi l‘ammissione delle richieste referendarie. Non avrebbe senso, a fronte della complessità amministrativa e degli elevati costi pubblici necessari allo svolgimento del referendum, darvi corso in assenza di un perdurante interesse concreto ed attuale”.
Non verrà tenuto in considerazione l’ipotesi di un restauro di San Siro in quanto dovrebbe occuparsene interamente il Comune, pesando così sulle proprie casse. Inoltre Palazzo Marino non potrebbe sostenere gli alti costi di utilizzo e mantenimento (5 milioni annui) di uno stadio come il Giuseppe Meazza, senza la partecipazione di Milan e Inter. Cosa ne sarà perciò della scala del calcio?
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