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Stadio Milan, nuova scelta e solite polemiche: la cronaca

Scaroni

Nonostante sia un argomento di vitale importanza per il futuro del Milan, la questione nuovo stadio sembra interessare sempre meno all’opinione pubblica. Un’opera di questa portata significherebbe non soltanto introiti importanti per il club rossonero ma un’indotto del quale ne beneficerebbe l’intera comunità ospitante. Sarebbe un volàno per l’impiego e attrazione turistica.

Sembra invece che la politica sfrutti la questione per provare a mostrarsi intransigente difronte a problematiche vere o pretestuose. Ormai tramontata l’idea e con essa il progetto di far sorgere il nuovo impianto a Milano, l’hinterland del capoluogo lombardo sembra essere la scelta definitiva. Dopo l’idea Sesto San Giovanni, pare che San Donato Milanese sia il luogo che con ogni probabilità vedrà focalizzata l’attenzione.

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È lo stesso Paolo Scaroni a confermalo nell’intervista di ieri al Corriere della Sera: “Faccio un riassunto. L’area dell’ippodromo La Maura ci piaceva molto, e piaceva al sindaco, ma è di difficilissima praticabilità. Sull’abbattimento del Meazza è pendente il vincolo che potrebbe scattare nel 2025: senza certezze, questo progetto è in sonno, né il sindaco consente due stadi uno vicino all’altro. L’area di Sesto ha il problema della bonifica, al momento stiamo sviluppando ipotesi sulla zona di San Donato per tenerla pronta in caso San Siro tramonti”.

Incontro e contestazioni

Oggi si è tenuto al Comune di San Donato un incontro tra uffici tecnici e vertici del Milan per aprire ufficialmente la partita stadio nell’area San Francesco di San Donato. L’idea è quella di costruire in quell’area di circa 300 metri quadri un impianto sul modello Allianz Arena di Monaco di Baviera. 

Ma non c’è passo senza una contestazione in questa storia. L’opposizione del Consiglio Comunale di San Donato, nelle persone di Gina Falbo e Gianfranco Ginelli, hanno tempestivamente depositato un’interrogazione per chiedere chiarimenti al sindaco Francesco Squeri: “Nell’interrogazione urgente che abbiamo presentato chiediamo certezze circa l’identità del soggetto con cui il Comune si sta relazionando”.

La sensazione è che le sorprese e i colpi di scena, non siano finiti.

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