L’ex centrocampista rossonero e perno della Nazionale italiana, Sandro Tonali, è tornato a parlare dell’ultimo periodo della sua carriera. Lo stop di quasi un anno per via delle scommesse poteva condizionare in maniera pesante e definitiva la carriera del giocatore che, invece, è tornato a brillare subito dopo in modo particolare con la Nazionale.
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Intervenuto ai microfoni di Vivo Azzurro Tv, Tonali ha rilasciato una lunga e interessante intervista su questo periodo della sua vita e sulle sensazioni che ha provato quando è tornato in campo. Le parole:
Sul ritorno in campo contro la Francia: “Il mio ritorno in campo con la Francia è stato un po’ una liberazione. I primi incontri con il Newcastle li avevo vissuti molto a livello emozionale e poco a livello calcistico, invece quello l’ho vissuto totalmente a livello calcistico. Era la terza partita e non avevo più l’emozione della prima. È stato molto bello, è arrivato tutto in maniera naturale”
Sullo stop: “Quello dello scorso anno è stato un percorso molto duro, ma molto produttivo. Porterò sempre con me il ricordo dell’anno che ho passato fuori dal campo perché è giusto non dimenticarlo. Credo che quando un giocatore si allena per tutta la settimana senza il suo obiettivo finale, che è la partita, trovi un senso di vuoto dentro di sé. Non è stato semplicissimo stare il primo anno lontano da casa senza giocare una partita ufficiale, ma cercando di mantenere solo la forma fisica. Questa è stata la sfida che ho dovuto affrontare nella maniera più seria possibile”

Il rapporto con Spalletti: “Con mister Spalletti il rapporto è stato molto importante, mi è stato vicino. Non ci siamo sentiti tantissimo, ma ci siamo sentiti nei momenti giusti, sia prima che dopo l’Europeo. Sperava di ritrovarmi in una forma normale, sapendo che dopo un anno fermo non sarei potuto stare benissimo”
La rinascita azzurra dopo la delusione dell’Europeo: “Stiamo lavorando su un aspetto, che è quello della semplicità. Ognuno ha fatto quello che sa fare nel migliore dei modi, senza inventarsi niente. Vengono così valorizzati tutti i giocatori, tecnicamente e fisicamente, ognuno aiuta il proprio compagno e non ci sono individualismi. Questo ha fatto la differenza finora. Abbiamo tutti il sogno di vincere ogni singola partita e provare a conquistare dei trofei. Perché una vittoria con la Nazionale resta per sempre e vale molto più di ogni altra cosa”
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