È un periodo di cambiamenti per la UEFA, il massimo organo del calcio europeo che, oltre ad apprestarsi a veder partire la nuova Champions League nel 2024, è pronta a vedere i primi risultati delle nuove regolamentazione del Fair Play Finanziario.
La nuova regolamentazione, entrata in vigore da quest’anno, come spiegato da Andrea Traverso (direttore della Sostenibilità Finanziaria) alla Gazzetta dello Sport:
“Non tutti l’hanno capito, ma il nuovo regolamento è molto più rigoroso. Con attenzione particolare a debiti e costi. Non concede più scappatoie, ha controlli più attuali su debiti, deficit, spese, plusvalenze, prestiti, ammortamenti e, presto, forse, introdurrà un limite assoluto alle spese. Lo hanno chiesto leghe, federazioni, giocatori e club per far fronte alle spese pazze.”
Traverso (UEFA) aggiunge poi: “Non credo che l’Arabia sia un problema. Non oggi almeno. Preoccupano di più la polarizzazione e la concentrazione di risorse in paesi che dominano il mercato e attraggono i miglior talenti”, come sottolinea calcio e finanza.it il riferimento è all’obiettivo, mai ufficializzato pubblicamente, di ridurre il gap interno all’Europa, che sta vedendo la maggior parte delle società della Premier League”.
E sulle italiane spiega:
“Quelle che devono stare più attente, ma quest’anno c’è stata una presa di coscienza. Lo scudetto l’ha vinto il Napoli dalla gestione esemplare. Alcune (Milan, ndr) hanno intrapreso con ottimi risultati un cammino virtuoso. Altre (Juve e Inter, ndr) sono un po’ in ritardo, ma hanno cominciato il risanamento controllando i costi. La Roma ha detto che forse sforerà alcuni parametri del settlement e pagherà una multa invece di vendere. I controlli saranno a ottobre”.
Sul caso Juve: “L’inchiesta è in corso. In caso di sanzioni, probabile che il settlement sia rivisto o interrotto”.
La regola sulle plusvalenze: “In Italia pesano di più, il 20% del fatturato contro l’11 in Premier, il 7 in Spagna, il 6 in Germania. Intendiamoci: non hanno niente di sbagliato se sono vere e non artificiali, solo per gonfiare i bilanci. Scritture contabili che non generano soldi e spostano il problema nel tempo. Richiedono ammortamenti più alti che richiedono plusvalenze e via così… La palla di neve che diventa valanga”.
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