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Zoff ne è certo: “Rimonta Milan? Ecco cosa serve!”

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L’ex portiere e CT della Nazionale, Dino Zoff, è intervenuto ai microfoni de La Repubblica. Diversi i temi trattati, dalla Serie A alla possibile rimonta scudetto del Milan. Di seguito le sue parole:

Sulla rimonta del Milan:

“A me sembra difficile. L’Inter ha un bel vantaggio ancora. Va bene la sconfitta nel derby, ma ha la forza per resettare subito. Poi, certo, tutto è possibile nel calcio. Io lo so bene. Cosa serve per rimonte del genere? Bisogna crederci. Avere la convinzione di potercela fare. E ragionare un passo alla volta. Ogni partita è determinante. In situazioni così non esistono programmi. Ogni piano è settimanale. E importante non disperdere energie mentali”. 

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Niente coppe, un vantaggio per l’Inter?:

“Io questi discorsi non li amo. Le grandi squadre devono poter giocare tante partite. Devono saper gestire le forze. E pensare di poter vincere sempre, senza fare calcoli. Infatti, non penso Chivu ne abbia fatti in Champions con il Bodø”. 

Sulla Serie A:

“Bene non è uscita dalla Champions. Il Napoli campione non ha passato il girone, la Juventus ha perso con il Galatasaray, dell’Inter abbiamo già detto. La sostanza è che sono quasi tutte fuori. I risultati non sono impressioni. È stato un percorso deludente. Il calcio italiano non riesce a rialzarsi? Forse è vero che ci sono meno bambini che giocano a pallone. Ora ci sono altri sport che hanno successo, prima c’era meno dispersione”.

Sul Mondiale:

“Siamo indietro rispetto agli altri, mi sembra evidente. Per i play-off però sono fiducioso. Siamo più forti dell’Irlanda del Nord e pure di Galles o Bosnia. Ai Mondiali ci andremo. Ripescaggio? Non tiriamo fuori ora questo discorso. Dobbiamo farcela sul campo. Poi se va male e arriva una benedizione, ce la prendiamo. Ma insomma, siamo l’Italia. Non sarebbe bello andare in America da ripescati”.

Un calcio ancora divertente?:

“È diventato uno sport televisivo e il Var, o meglio, il modo in cui viene utilizzato non aiuta: le partite spezzettate, le sceneggiate dei giocatori. Non si può valutare guardando un fermo immagine. Se metto una manc sulla spalla e il mio avversario crolla a terra e fa capriole, sarà più giusto che a decidere sia l’arbitro in campo piuttosto che chi è al monitor?”. 

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