Adriano Galliani, storico dirigente del Milan, ha parlato ai microfoni di Colpi da Maestro, podcast condotto da Marco Nosotti. Il “Condor” ha ripercorso tutta la sua carriera con i colori rossoneri, anni fatti di successi incredibile, quasi irripetibili. 30 anni di trofei e di cicli sportivi entrati nella leggenda di questo sport. Tanti i retroscena di mercato rivelati dall’ex dirigente del Diavolo. Queste le parole di Adriano Galliani.

Sul soprannome Condor: “Nel calcio c’è sempre stata più offerta che domanda a livello di giocatori. Spesso accadeva che a due, tre giorni dalla fine del mercato operazioni che sembravano impossibili diventavano possibili. I giorni del Condor sono gli ultimi tre giorni di mercato, perché il Condor vola tra le vette delle Ande, in attesa della preda”.
I veri colpi da condor secondo Galliani: “Il primo è stato Carlo Ancelotti nel 1987. Sacchi voleva Ancelotti in tutti i modi, nonostante Berlusconi non fosse convintissimo. Al penultimo giorno di mercato, Ariedo Braida organizzò una cena con il figlio di Dino Viola e Perinetti (figlio del presidente e Ds della Roma). Il giorno dopo andai a Roma a chiudere l’operazione. Ancelotti, anche da giocatore, è stato grande protagonista delle nostre vittorie. Altro colpo da Condor, Parigi 1997, Leonardo dal PSG, grande desiderio di Fabio Capello”.
“All’epoca era in barca in Florida e successe l’incredibile. Su un cartellone pubblicitario apparse la scritta Leonardo. Davanti a quella visione chiamai Berlusconi e gli dissi “Presidente, dobbiamo prendere Leonardo!”. Partì subito per la Francia e chiusi l’operazione”. Ma il colpo da Condor più emblematico è stato Alessandro Nesta, acquistato per una cifra mostruosa. Ci lavorai tutta l’estate e alla fine per 60 miliardi (31 milioni ndr.) Nesta arrivò al Milan a poche ore dalla fine del calciomercato”.

Sulla Champions del 2003: “Un trofeo che non si può paragonare a nessun altro. Il piacere di battere l’Inter in semifinale e la Juventus in finale non ha prezzo, forse non succederà mai più“.
Sull’arrivo di Ibrahimovic: “L’anno prima Ibra era stato venduto al Barcellona per una cifra altissima. A pochi giorni dalla fine del mercato, Raiola mi disse di venire a Barcellona per trattare Ibra. Fu una vera battaglia, alla fine la spuntammo in prestito con diritto di riscatto. Poi ci fu la trattativa con il giocatore. Gli dissi che senza la sua firma non me ne sarei andato da casa sua. Pochi giorni dopo arrivò anche Robinho, un grandissimo giocatore”.
Su Dzeko: “In camera sua cerano le foto di Gullit e Van Basten, siamo stati molto vicini al suo acquisto. Eravamo andati io e Braida, poi l’operazione non andò a buon fine”.

Sul giocatore a cui è stato più legato: “Il colpo da maestro che condivido con Ariedo Braida è stato Marco Van Basten, abbiamo avuto 8 palloni d’oro, ma lui è stato il più bravo di tutti”.
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