La vittoria contro il Genoa è arrivata grazie ad uno dei giocatori più criticati dallo scorso mercato estivo del Milan, Nkunku.
Christopher Nkunku complice una condizione fisica rivedibile ed un modulo senza trequartista, si è dovuto adattare su più punti di vista. Un gioco poco propositivo di un allenatore come Massimiliano Allegri non ha sicuramente aiutato. Un’etichetta che gli ha reso complesso l’inizio della sua storia in rossonero, è quella del giocatore arrivato al posto del possibile nuovo numero nove.
Non il migliore inizio, eppure ad oggi il francese ha raggiunto la doppia cifra tra gol e assist, grazie alla rete segnata con il sangue freddo di un calciatore più sicuro nei suoi mezzi. Prima contro l’Atalanta con un rigore centrale e ieri con una realizzazione da rigorista, che in rossonero non ha mai sbagliato, la piazza bassa all’angolino.
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Tra San Siro e il Marassi c’è una similitudine che in molti non hanno notato. In entrambe le partite vi sono stati due episodi simili, ma con esiti opposti. A San Siro i rossoneri si sono salvati dal gesto furbo di Pavlovic, che pochi attimi prima che tirasse il rigore Stanciu, ha scalciato leggermente il dischetto del rigore.
L’esito finale è il rigore sbagliato e pareggio salvato per il Milan. A Marassi il discorso è simile, ma in questo caso i rossoneri hanno protetto il dischetto dove poi il pallone è stato mandato in rete il vantaggio rossonero.
A notare questo dettaglio è la giornalista Alessandra Gozzini su La Gazzetta dello Sport:
“È stato a inizio secondo tempo che Christo ha deciso di allentare lo stress: si è avventato su una palla vagante in area e ha trovato il contatto con il portiere avversario”.
“Non c’è stato bisogno di revisione al Var, mentre le squadre bisticciavano intorno al dischetto. Qualcuno ha cercato di rendere il torto a Pavlovic, che nella sfida d’andata aveva scavato una buchetta che fu complice del penalty fallito da Stanciu”.
“Nkunku osservava la scena con il pallone sottobraccio, senza tremare. É solo il secondo giocatore del Milan a realizzare almeno 5 gol su rigore in una singola stagione di Serie A nelle ultime 10 stagioni, il primo dopo Kessie“.
Un rigore segnato, un giocatore completamente diverso da quello visto durante l’arco di tutta la stagione.

Chissà magari questo finale di stagione potrebbe permettergli di rimanere in rossonero per un’altra stagione.
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