Il Milan durante questa stagione ha avuto più di un problema, ma uno di questi non si chiama Mike Peterson Maignan.
Se guardiamo le prestazioni del portiere francese, che proteggerà i pali della nazionale francese il prossimo mondiale, sono al di sopra del Maignan visto la scorsa stagione. Più reattivo, più concentrato e al centro del progetto tecnico.
La scorsa estate aveva visto un Maignan contro la dirigenza per il mancato rinnovo dei mesi precedenti, richiedendo in più di un’occasione la cessione. La proposta più allettante è arrivata dalla Premier League, sempre dai Blues, ma in questo caso si parla di Chelsea e non della nazionale francese.
Maresca lo avrebbe voluto come guardiano dei pali del Chelsea e Maignan era stato allettato dall’interesse riservatogli. Allegri però ha dimostrato in più di un’occasione che anche lui credeva sul portiere francese. Grazie al supporto del Direttore Sportivo Igli Tare, sono riusciti nell’impresa di far rinnovare il portiere rossonero.
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Da lì in poi Maignan non solo ha confermato la fascia al braccio, ma è diventato un perno tecnico e tattico di questo Milan. Tra parate e passaggi al millimetro, la sua presenza in campo è stata, in quasi tutte le partite stagionali, una sentenza sul risultato finale. Quasi otto gol evitati che hanno portato i rossoneri a lottare per i vertici della classifica.
Un portiere completamente rivitalizzato che ha percepito la fiducia data da Allegri ad inizio stagione. A parlare di questo dettaglio interessante sulla relazione tra Maignan e Allegri è il giornalista Marco Pasotto a la Gazzetta dello Sport:
“Ci sono giocatori che, rispetto ad altri, si legano maggiormente al proprio allenatore. E ci sono allenatori che si legano maggiormente ad alcuni giocatori”.
“Al di là delle dichiarazioni di facciata – tutti per uno, ecc ecc -, fa parte della natura umana. La chiave di tutto è rendere questi aspetti un valore aggiunto e non qualcosa che va a danno del bene collettivo”.
“Il Milan di quest’anno non fa eccezione: ci sono giocatori decisamente più “allegriani” di altri. Ovvero giocatori che senza Allegri – non tutti, ma qualcuno sì – potrebbero anche rivedere i propri piani”.
“Affermare che Mike è rimasto per lui magari è un filo esagerato, ma non si va troppo lontano. Di certo Allegri è stato decisivo e determinante per la permanenza del portiere”.
“Con gesti concreti: in estate gli ha esposto il progetto complessivo, poi gli ha detto che lui sarebbe stato una delle colonne, quindi gli ha confermato la fascia al braccia e infine l’ha affidato alle sapienti cure del preparatore Filippi”.
“Adorato da Max e soprattutto – cosa più importante – da Mike. Cosa volere di più da un allenatore. Ah, la resa di Maignan non è casuale che sia tornata quella dei tempi belli”
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