Dopo un mese del genere, due giorni dopo un derby perso, non è facile parlare per cercare di dare un senso ad una situazione che senso non sembra averne. È pericoloso, ma bisogna pur provarci.
Il Milan, nell’immaginario di tutti, arrivava alla sfida con l’Inter come carne da macello. Non c’era tifoso milanista che non temesse l’imbarcata (e come biasimarli, dopo le ultime settimane). Mai come domenica i rossoneri scendevano in campo già sconfitti, e pure male.
Il risultato finale recita 0-1. Il Milan perde ma evita la debacle. Poco importa ai tifosi: una sconfitta nel derby è sempre una sconfitta nel derby, a prescindere dal risultato. Però mi chiedo: sarebbe stata davvero la stessa cosa perdere prendendo altri 4/5 gol?
Non voglio esser frainteso, l’ho già detto un paio di righe sopra: quando si perde un derby non c’è motivo per essere “sollevati”. Eppure che il Milan decidesse di giocare una partita del genere era ampiamente prevedibile, non è stato casuale: lo stesso Pioli lo aveva detto tra le righe (ma neanche troppo) sabato in conferenza. E per quanto tutto questo possa sembrare senza senso, forse un senso ce l’ha.

Sto cercando di fare un discorso che prescinda dal giusto o sbagliato: quello sarà il campo a stabilirlo. Ma in un momento storico in cui questa squadra ha perso tutte le sue certezze, Pioli deve fare in modo di ritrovare una certa stabilità. Da qualche parte dovrà pur iniziare, e la sua scelta è stata quella di ripartire dalla ricerca della solidità difensiva perduta. Il Milan ha giocato il derby per non prendere gol (e non gli è riuscito), e giocherà anche le prossime partite con l’intenzione, anzitutto, di non subire. A prescindere dai moduli o da chi scende in campo. È una scelta.
E la squadra, seppur con tremila problemi (tra condizione fisica discutibile, umore a terra ed equilibri interni visibilmente fragili), lo ha seguito. Se non fosse stato così, l’imbarcata sarebbe arrivata ugualmente, anche con un pullman piazzato in difesa. È la produzione offensiva che ha lasciato discutere – per usare un eufemismo – ed è lì che si vede la poca serenità e brillantezza di una squadra spenta, per tante ragioni.
“Da questi momenti si viene fuori anche con partite sporche, ma con risultati positivi: così poi tornerà la fiducia, l’autostima e torneremo ad essere brillanti“, sono state le parole di Pioli prima di Milan-Sassuolo, e cioè prima dell’ultima partita giocata come al solito, con un centrocampo scoperto ed un pressing fuori tempo che portava a prendere gol sistematicamente. Da lì la decisione di cambiare, di coprirsi, di cercare nuove certezze partendo dalla difesa. Sperando che poi, ritrovando solidità e risultati, torni anche la fiducia. Senza di quella non si andrebbe comunque avanti.
È una scelta. Forse l’ultima spiaggia. Contro l’Inter, alla fine, non ha pagato, ma venerdì contro il Torino è lecito aspettarsi delle risposte concrete. Al campo, giudice supremo, l’ultima parola.
