L’eternità logora chi non ce l’ha. La frase originale era diversa, su questo non si può discutere. Adattarla al caso, tuttavia, è necessario per introdurre Zlatan Ibrahimovic, il simbolo della longevità calcistica. Passano le stagioni, gli anni no. Ibra non sembra intenzionato a voler smettere. Una carriera vissuta sempre al massimo, vincendo e dominando tutto e tutti. Un fisico statuario, curato nei minimi dettagli. Una continuità di calcio giocato ad alti livelli con pochi eguali nella storia del calcio. Il primo vero infortunio capita solo nel 2017, quando si rompe il legamento crociato anteriore e posteriore del ginocchio destro. Una caduta che lo porta a Los Angeles, in MLS, probabilmente per rimettersi in carreggiata.
L’ipotesi di smettere oltreoceano, dove il calcio è oggettivamente in una fase arretrata del suo sviluppo, non gli balena mai per la testa. Per questa ragione torna a Milano, contribuendo in modo decisivo alla rinascita del Diavolo, trascinandolo prima in Champions, poi allo Scudetto. Un club che sembrava essersi smarrito ritrovatosi improvvisamente sotto l’egida del campione svedese. Alla soglia dei quarant’anni, a partire dall’inizio della scorsa stagione, l’età inizia a farsi sentire, presentando un conto da pagare, quello dei problemi fisici.
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In quasi due stagioni, Ibrahimovic ha giocato appena 31 partite, la maggior parte da subentrato. In questo 2022-2023, addirittura, solo quattro. Ha debuttato con l’Atalanta a fine febbraio, dopo aver saltato metà campionato a causa dei ripetuti guai muscolari che, tra cadute e ricadute di ogni genere, lo hanno allontanato dai campi. Il numero 11 è sempre decisivo, anche quando non gioca. Lo spogliatoio ha bisogno del suo leader, così come lui ne ha dei suoi compagni. Il futuro, però, è ancora da scrivere.
Dipendesse solo da lui, smettere non sarebbe neanche un’ipotesi. Al cuor non si comanda. La mente, tuttavia, suggerisce altro. Il fisico sta risentendo di oltre 20 anni di battaglie, scontri, vittorie, sudore e carriera da professionista esemplare. Il minutaggio è sempre minore, la sua integrità fisica, come giusto e normale che sia alle soglie dei 42 anni, anche. Questa, potrebbe essere la sua ultima stagione da calciatore. Nulla vieta, però, che il prosieguo della sua vita calcistica possa proseguire a Milanello, magari con un ruolo diverso, istituzionale, accanto a Maldini e Massara.
Come riportato da Daniele Longo su Calciomercato.com, ci sarebbe dovuto essere un incontro tra società e calciatore per chiarire l’immediato avvenire. Ad ogni modo, il confronto tra le parti è slittato a data da destinarsi. Le opzioni sul tavolo vanno dal rinnovo al possibile cambio di ruolo, una promozione ai piani alti che il giocatore, da sempre innamorato del Milan e di Milano, gradirebbe. Presto per dire, nel frattempo Ibrahimovic proverà a recuperare dall’infortunio per tornare in campo e, nel caso decidesse di dire basta, congedarsi dal calcio a modo suo, facendo ruggire San Siro per l’ultima volta, casa sua.
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