Milan-Napoli e Real Madrid-Chelsea. Due sfide stellari che mercoledì sera scenderanno in campo in contemporanea. Quattro squadre pronte a incrociare le spade accomunate da una figura, quella di Carlo Ancelotti che, nel corso della sua immensa carriera, le ha allenate tutte. Il tecnico italiano, all’anti vigilia dell’andata dei quarti di finale di Champions League, ha parlato ai microfoni di Rai Radio 1 nel corso della trasmissione Radio Anch’io Sport.
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Re Carlo, tra le altre cose, ha espresso il proprio pensiero sul derby italiano tra rossoneri e partenopei, concentrandosi sull’aspetto psicologico e motivazionale.
“In questo tipo di partite i giocatori sentiranno la pressione, saranno motivatissimi, quindi non c’è bisogno di fare discorsi motivazionali. Il discorso da fare è legato alla strategia della partita, cercando di dare indicazioni chiare e semplici ai giocatori, per farli sentire coinvolti e partecipi: è un modo anche per stemperare un po’ la pressione che inevitabilmente queste partite ti mettono addosso”.
L’allenatore di Reggiolo ha poi chiarito il siparietto che lo ha visto coinvolto insieme a Maldini, quando dopo il sorteggio di Nyon lo ha chiamato dandogli appuntamento in finale, dove 18 anni fa videro svanire la possibilità di alzare la settima Coppa dalle grandi orecchie della storia del Milan, conquistata poi nel 2007.
“È stato soprattutto un augurio al Milan al quale sono affezionato. In realtà Milan-Napoli sarà una partita molto equilibrata e molto incerta. Sarebbe bello ritrovarsi a Istanbul? Per il Real sì, credo anche per il Milan, ma tutti vogliono arrivare a Istanbul”.
Un augurio che ogni tifoso del Milan condivide, nella speranza che il cerchio possa chiudersi, riportando il Diavolo dove merita di stare. Chissà, magari proprio di fronte a uno dei suoi simboli iconici, Carlo Ancelotti.
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