Capello con il Milan ha vinto tutto, da giocatore e, sopratutto, da allenatore. Ormai da qualche anno Don Fabio vive la sua nuova vita da opinionista a Sky Sport, dove commenta le magiche serate di Champions, quelle che tanto bene conosce.
Intervenuto oggi ai microfoni del Corriere della Sera, Capello è tornato a parlare del “derby” italiano di Champions tra Milan e Napoli e del momento dei rossoneri, spingendosi anche ad un pronostico in vista del match di ritorno di martedì.
Capello: “Milan-Napoli una vera sfida internazionale”
Cosa ha pensato al novantesimo di Milan-Napoli?
“Che certi spettacoli vorrei vederli più spesso anche nel campionato italiano. È stata una vera sfida internazionale, giocata a ritmo altissimo, con velocità, intensità, qualità. Uno spot per il calcio e che a proporlo siano state due nostre squadre se permette inorgoglisce“
Perché quanto torniamo nell’ambito domestico i ritmi sono più bassi?
“Perché in Europa i giocatori non si buttano per terra, gli arbitri non fischiano falli stupidi e la Var non interviene in continuazione. Qui, invece, siamo sempre fermi, così si perde il ritmo. Una cosa insopportabile“

Il Milan ha vinto ed è favorito per il ritorno al Maradona?
“A me il Napoli è piaciuto molto. Aggressivo e veloce, ho rivisto la squadra che ha dominato il campionato e che, proprio contro i rossoneri e il Lecce in campionato, si era smarrita, mostrando un po’ di stanchezza. A Spalletti è mancato solo il centravanti. Il Milan ha un gol di vantaggio, il Napoli godrà della spinta della gente e se ritroverà il suo cecchino avrà molte cartucce da sparare. Certo, non sarà facile giocare senza Kim in difesa e Anguissa a centrocampo“
Maignan è l’Osimhen del Diavolo?
“Il Real Madrid l’anno scorso ha vinto la Champions grazie alle parate di Courtois. Il portiere, se vuoi arrivare in fondo, deve essere decisivo. Maignan lo è stato“
“Chi è favorito martedì?” La risposta di Capello
Come ha visto la squadra di Pioli?
“All’inizio in difficoltà, specialmente nell’uscita con la palla. Poi, grazie alle giocate di qualità di Diaz e Leao, è tornato in palla. Quei due quando girano fanno la differenza“
Chi sarà favorito martedì?
“50 e 50 e non per essere diplomatico. Penso davvero che sia tutto ancora aperto. Il Napoli ha la forza e la qualità per ribaltarla. Credo che l’assenza di Kim, per una squadra che dovrà attaccare, sia più pesante di quella di Anguissa. Il Milan dovrà essere bravo e coraggioso a ripartire e sfruttare gli spazi“
La storia ha un suo peso in questo insolito derby o conta solo il campo?
“Quando sei al Milan il passato ti condiziona, ti emoziona e ti spinge a caccia della gloria. Credo che Maldini abbia parlato ai giocatori e trasmesso quel qualcosa in più“
Tre squadre nei quarti di Champions, una potenzialmente in finale: ma il calcio italiano non era in crisi?
“Quest’anno in Europa stiamo facendo cose molto belle. Il Napoli ha dato una lezione al Liverpool che l’anno scorso ha perso la finale, il Milan è riuscito nell’impresa di eliminare il Tottenham, l’Inter nei gironi ha spinto fuori il Barcellona. Non può essere casuale, spero sia l’inizio della riscossa. Spero che le società riescano a tenere i giocatori migliori, altrimenti sarà tutto inutile. Anzi, sulla spinta di questi risultati bisognerebbe portare in Serie A altri campioni. Sono quelli bravi a fare la differenza“

Perché Inter e Milan volano in Champions e invece vanno molto più piano in campionato, rischiando addirittura di rimanere fuori dalle prime quattro?
“Bisognerebbe chiederlo ai due allenatori. Pioli contro l’Empoli ha cambiato 5 giocatori, il cinquanta per cento di quelli di movimento, forse sono un po’ troppi. E nell’Inter chi ha fatto la differenza in Coppa, dovrebbe riuscire a ripetersi anche in campionato: è facile giocare solo le partite affascinanti“
Pensa che sia l’anno buono per tornare a vincere la Champions o è un miraggio?
“Continuo a pensare che giocare contro il Manchester City sia impossibile per tutti. E il Real Madrid è guidato da Ancelotti, che conosce alla perfezione l’alfabeto del calcio. Carlo sa sfruttare le qualità dei suoi giocatori e intuisce le debolezze degli avversari“.
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