Theo Hernandez da quando è approdato in rossonero ha fatto un grande salto di qualità. È cresciuto sotto tutti i punti di vista, sia a livello mentale che tecnico e fisico. Si è preso il Milan ed è diventato un pilastro fondamentale per la squadra. Il terzino francese ha rilasciato una lunga intervista ad AS, uno dei maggiori quotidiani spagnoli, toccando numerosi temi: dal suo futuro al rapporto con Paolo Maldini. Le sue parole:
Sul Milan come habitat ideale: “Senza dubbio, sia a livello sportivo che personale. Mi sento molto bene qui. Sono totalmente devoto a questa meravigliosa città che mi ha accolto fin dal primo giorno come se fosse la casa della mia vita. Tutto è stato facile fin dal primo momento. Ho messo su famiglia, mi sento amata e sono molto felice“.
Com’è avere Pioli come allenatore?: “Pioli mi ha dato la massima fiducia affinché potessi sfruttare le mie qualità e ho cercato di ripagarlo sul campo con il mio lavoro. Gli sono molto grato sia a livello personale che professionale perché è stato una persona fondamentale nel migliorare le mie prestazioni“.
Le circostanze ti hanno costretto a giocare come difensore centrale, ti sei sentito strano?: “La verità è che per tutta la vita ho giocato come ala ed è il ruolo in cui mi sento più a mio agio. Nonostante ciò, da quando sono arrivato al Milan ho dato molta importanza al miglioramento della mia parte difensiva e questo la rende una posizione in cui mi sento più a mio agio di quanto inizialmente mi aspettassi. Ho dimostrato a me stesso di poter giocare a buoni livelli anche in quel settore“.

Sull’incontro con Maldini a Ibiza: ” La prima volta che ho visto un mito come lui, che è venuto a parlarmi, mi sono innervosito un po’. È stato chiaro fin dal primo momento. Mi ha spiegato il progetto, cosa voleva da me e mi ha detto che con lui sarei stato uno dei migliori al mondo. Questa è stata una ragione sufficiente per non esitare nel volere andare a Milano. Il Milan ha mostrato un interesse totale fin dal primo momento. Era il club con più Champions dopo il Real Madrid e avere una figura come Maldini che mi spiegasse il progetto in prima persona è stato fondamentale per me. È una realtà che da anni lavora bene e pone basi solide che si stanno traducendo in successi sportivi. Milano torna al posto che le spetta e decidere di venire qui è stata per me un totale successo“.
Pensi che il Real Madrid si sia pentito di averti lasciato andare?: “Per il Real Madrid ho solo parole di gratitudine per il forte impegno che hanno preso per me in quel momento. Sono una persona a cui piace guardare avanti e concentro tutti i miei pensieri sul presente e sul futuro più immediato, ma da persona grata quale sono, tengo nel cuore quel grande club“.
Ti piacerebbe tornare al Real Madrid un giorno?: “Penso più al giorno per giorno, non tanto al futuro. Al Real Madrid ho grandi amici e ricordi fantastici sia del club che dei suoi tifosi, ma ora sono un giocatore del Milan, mi trovo molto bene qui e non penso ad altre cose. Sono totalmente concentrato su quello che devo fare ogni giorno con questa maglia. Non sappiamo mai cosa ci porterà la vita, ma vivo il presente per emozioni e professionalità. Nessuno conosce il futuro. Ci sono ancora tante partite da affrontare in questa stagione con il Milan e io penso davvero solo a quello che devo fare in campo“.
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Vedi qualche terzino sinistro migliore di te in questo momento? : “La verità è che non credo che sia il mio turno di pronunciarmi sulla questione. Una cosa che posso dire è che lavoro ogni giorno per continuare a migliorare e in campo non mi sento inferiore a nessuno“.
Su Ibra: “Ibra è un leader nato. Anche nei momenti in cui non poteva aiutarci dal campo, la sua sola presenza nello spogliatoio non faceva rilassare nessuno per un secondo. Ti contagia con il suo carattere vincente. Adesso è uscito dal campo, ma è comunque vicino alla squadra, continua a far capire cos’è il Milan e le grandi esigenze di vestire questa maglia“.
Ti ha fatto più male perdere in semifinale di Champions League contro l’Inter o perdere la finale dei Mondiali contro l’Argentina? : “Non mi piace paragonare la tristezza. Sono sicuramente due dei momenti più duri della mia carriera sportiva e li ricordo ancora. Tuttavia, cerco di utilizzare questi ricordi amari come motivazione in modo che la prossima volta accada il contrario“.
È stato un duro colpo non passare agli ottavi di Champions League?: ” Decisamente. Il nostro percorso lo scorso anno in Champions League è stato qualcosa di molto bello e lavoro ogni giorno per vivere quei momenti e giocare quelle partite con tale impatto. Avremmo voluto essere almeno allo stesso livello dell’edizione precedente, ma purtroppo quest’anno non è stato possibile. Penso che la squadra abbia fatto un grande sforzo nell’ultima partita della fase a gironi. Almeno siamo ancora vivi nelle competizioni europee, anche se si tratta di Europa League“.
Qual è la tua grande sfida per quest’anno?: “Aspiro sempre al massimo quindi spero di poter vincere un titolo con la mia squadra e con la Nazionale. Bisogna essere ambiziosi e fissare continuamente sfide e obiettivi. A livello personale, continuare a godere della compagnia di mia moglie, di mio figlio e dei miei in generale“.
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