La stagione del Milan si è conclusa nel peggior modo possibile. Per il secondo anno consecutivo, i rossoneri hanno portato a casa 0 trofei. Un cambio radicale è d’obbligo. Non basta di certo il secondo posto in Serie A per definire la stagione positiva, ma serve ben altro, soprattutto se ti chiami Milan. Così come dichiarato dalla Curva Sud, il Club rossonero non può permettersi di vivacchiare tra le posizioni che portano in Champions League bensì deve lottare per vincere coppe ogni anno. La batosta subita dall’Inter ha dato il colpo definitivo che deve essere da stimolo per ripartire nel miglior modo possibile.
Si parla già di mercato, si parla del Milan che sarà, ma non si sa ancora chi si siederà sulla panchina. Da Lopetegui-in a Lopetegui-out, passando per i vari Van Bommel, Fonseca, De Zerbi, Marco Rose, Domenico Tedesco, Roberto Martinez, il sogno Antonio Conte e chi più ne ha, più ne metta. Tanti nomi, alcuni sogni, ma zero certezze. Dopo la famosa petizione che avrebbe ‘convinto’ Cardinale a fare un dietrofront, adesso la scelta del prossimo tecnico rossonero sembra un terno al lotto. Su 82 allenatori, potrebbero 6 quelli realmente sondati dal Club di via Aldo Rossi.
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L’anno prossimo, il Diavolo dovrà cercare in tutti i modi di tornare a vincere. La scelta nuovo allenatore farà capire bene le ambizioni della società, ma non sarà solo su quell’aspetto che si dovrà lavorare. Ci saranno infatti alcuni interventi in merito ad alcune lacune in mezzo al campo che hanno contribuito a rendere la stagione del Milan di alti e bassi. Servirà una punta per sostituire Giroud, un mediano, un difensore centrale e probabilmente anche un terzino. Si parla già di colloqui coi vari Zirkzee e altri profili, ma se il prossimo tecnico non è stato ancora scelto, chi lo sta facendo il mercato? L’anno scorso sono stati conferiti dei poteri decisionali a Stefano Pioli che ha potuto confrontarsi con la dirigenza per chiedere giocatori dalle specifiche caratteristiche. Chissà se quest’anno le cose possano cambiare, soprattutto con la presenza in società di Zlatan Ibrahimovic.
Il timore dei tifosi rossoneri è del tutto giustificabile. Dopo gli anni pre Covid in cui il Milan bazzicava tra le zone medie della classifica, non si vogliono più vedere gli stessi errori. L’ultimo trofeo del Club risale al 2022, che tutt’ora rimane come uno degli Scudetti vinti più memorabili. Per fare la storia occorre vincere. Bisognerà creare ricordi altrettanto belli negli anni avvenire per tornare al vertice del calcio italiano e, perché no, anche europeo.
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