La stagione del Milan è indecrifrabile. Trovare un filo conduttore alla prima esperienza sulla panchina rossonera di Fonseca è complicato. Forse, si potrebbe utilizzare il termine altalenante, tutt’altro che positivo. Il Diavolo visto fin qui è capace di vincere il derby e dominare al Bernabeu, ma è anche in grado di pareggiare 3-3 a Cagliari, perdere a Parma e gli scontri diretti con Napoli, Fiorentina, Lazio e Atalanta. La colpa va divisa. Sicuramente, a dicembre inoltrato, il sapore di aver gettato alle ortiche l’annata inizia a essere sempre più insistente.
Leggi QUI – Clamoroso in Casa Milan, un dirigente rischia di saltare: il motivo
Eppure, a sprazzi, i rossoneri hanno spresso un calcio di altissimo livello. Il primo tempo del Gewiss Stadium ha parlato di un Milan in forma, pimpante, offensivamente pieno di idee. Il secondo, invece, ha evidenziato le solite difficoltà difensive, oltre a quelle realizzative viste la passività degli ultimi 45′, specie dopo l’infortunio di Pulisic.
Il problema, tuttavia, non riguarda solo i grandi, ma anche i più piccoli. Se il Milan è in difficoltà, il Milan Futuro è in crisi. Una crisi iniziata tre mesi fa e non ancora conclusa. Il penultimo posto in campionato non lascia tranquilli, tantomeno soddisfatti. Il progetto, per ora, non è stato vincente.
Ad oggi, con 40 partite giocate tra prima e seconda squadra, nel complesso il club rossonero ha raccolto appena 15 vittorie. Un numero che non può lasciare il sorriso ai tifosi. Le prossime settimane saranno decisive per la valutazione di questo 2024-2025. Tra Champions, Serie A e Supercoppa Italiana Fonseca si gioca tutto. L’ambiente inizia a ribollire. Il Diavolo deve rispondere senza più rimandare. Il tempo delle promesse è finito. Da ora in avanti conta solo il presente, altrimenti il futuro è a serio rischio.
