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Esclusiva – Carlo Musa (DS Sestri Levante): “Vi racconto Bob Omoregbe, dalla Serie C al debutto a San Siro”

 

Tra i tanti protagonisti della settimana del Milan c’è anche Bob Omoregbe, il giovane esterno offensivo messo in campo da Sergio Conceiçao nell’ultima partita casalinga contro il Cagliari.  Al minuto 88’ della sfida contro i rossoblù l’allenatore portoghese decide di togliere un poco ispirato Rafa Leao e inserire Bob Omoregbe per tentare il tutto per tutto. Il giovane attaccante italiano, pur avendo pochi minuti a disposizione è riuscito a farsi notare grazie a uno spunto interessante sulla fascia destra. Omoregbe ha dribblato il suo diretto marcatore e ha messo un bel pallone in mezzo, creando una potenziale occasione per i rossoneri.

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La redazione di AllMilan.it ha contattato Carlo Musa, direttore sportivo del Sestri Levante, squadra in cui il classe 2003 ha militato nella seconda parte della scorsa stagione, al fine di raccontare la crescita di Omorgebe e di approfondire il suo percorso, dai campi della Serie C, fino al debutto a San Siro. Queste le parole di Carlo Musa in esclusiva ai microfoni di AllMilan.it:

Che tipo di giocatore è Bob Omoregbe e perché avete deciso di prenderlo? Cosa ti aveva colpito di questo ragazzo?

L’opportunità di prendere Bob è nata durante lo scorso mercato di gennaio. Eravamo alla ricerca di un attaccante con le sue caratteristiche: un esterno mancino, giovane, che potesse andare a completare la nostra rosa. Ci mancava un giocatore che avesse le sue peculiarità. All’epoca il Fiorenzuola aveva deciso di lasciarlo partire e quindi abbiamo iniziato la trattativa. Dovevamo completare il parco attaccanti. Giocavamo con un 4-3-3 con gli esterni a piede invertito e lui rispondeva al profilo di cui avevamo bisogno”.

Musa prosegue rivelando alcuni dettagli della trattativa: “Essendo un giocatore in prestito, la trattiva coinvolgeva tre diverse società. Omorgebe era un giocatore del Milan in prestito al Fiorenzuola. Noi lo seguivamo già da qualche mese. La squadra piacentina decise di lasciarlo partire. Così abbiamo parlato con l’allora DS del Milan, D’Ottavio. La trattativa si è conclusa positivamente e Bob è venuto a giocare a Sestri Levante”.

Come giudichi il periodo di Omoregbe in Liguria? Quale è stato il suo apporto alla causa?

Forse gli è mancata un po’ di continuità, ma con i giovani è normale. Anche se è stato con noi solo sei mesi si è visto subito che ha qualità, cambiare squadra a gennaio non è mai semplice. Piano piano si è inserito e ha acquisito sempre maggiore fiducia. Ha contribuito al raggiungimento della salvezza, che per una società come la nostra è un grande traguardo. Per il Sestri Levante era il primo anno di Serie C, dopo 74 anni. Questo successo è anche suo. Abbiamo tutti un ottimo ricordo di lui, si era integrato bene in spogliatoio”.

C’è qualche aneddoto particolare legato all’esperienza di Bob Omorgebe con l maglia del Sestri Levante?

La partita contro l’Ancona. Era uno snodo fondamentale della stagione e lui è stato assoluto protagonista. Ha siglato il gol dell’1-0, portando la nostra squadra in vantaggio, dopo appena quattro minuti. Purtroppo poi ha subito un brutto infortunio muscolare. Un vero peccato per come si era messa la partita. Come ho detto tutti abbiamo un bel ricordo di lui qui a Sestri Levante, non solo del giocatore, anche della persona”.

Carlo Musa
Carlo Musa

 

La scorsa stagione il Sestri Levante ha ottenuto un traguardo storico. Riuscirà a ripetersi anche quest’anno?

Abbiamo cambiato tanto a livello di rosa e quando cambi tanto non è mai semplice. La nostra è una squadra giovane, con uno dei budget più bassi dell’intera categoria. Per blasone delle piazze e per qualità tecniche credo che il nostro sia il girone più difficile (girone B, ndr). Nelle ultime settimane siamo stati un po’ sfortunati, ma vogliamo che il 2025 sia l’anno della svolta, soprattutto in chiave risultati. Vogliamo mantenere la categoria. Ci auguriamo di invertire il trend al più presto”.

Quali sono le principali difficoltà per un gruppo di giovani quando si trovano ad affrontare un campionato difficile come la Serie C? Da cosa dipende la crescita di un ragazzo in questa categoria?

L’adattamento alla categoria e l’interpretazione dei diversi momenti della partita sono i due scogli più duri, in primis per un gruppo giovane. È una frase fatta ma in questo campionato l’esperienza è realmente fondamentale. Per vincere le partite non basta solo la qualità tecnica o la preparazione tattica. I giovani hanno bisogno di tempo per entrare in determinate dinamiche e di essere formati. Personalmente apprezzo la presenza di ragazzi giovani in una squadra, ma non possono essere lasciati soli, bisogna lavorare insieme e farli crescere”.

Cosa pensi del progetto Milan Futuro e delle difficoltà che sta incontrando in questo primo anni di Serie C?

Quella dell’under 23 è una scelta importante da parte di un club. Sicuramente il primo anno non è facile, come ho detto il nostro girone è molto complicato. È inevitabile un periodo d’adattamento. Ma la società sa come lavorare. Vedo che si stanno muovendo per alcuni giocatori importanti che conoscono la categoria. Anche la base di partenza è molto buona, in rosa ci sono alcuni elementi molto validi. Mi viene in mente Mattia Sandri che l’anno scorso giocava con noi a Sestri. Conceiçao sta facendo giocare molti giovani, come Omoregbe, a testimonianza di come la società lavori bene da questo punto di vista. Con un gruppo come quello del Milan Futuro non bisogna fossilizzarsi sui risultati”.

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