Non è stato un Milan brillante dal punto di vista del gioco quello visto in queste prime partite della gestione Conceicao, ma è stata sicuramente una squadra con un atteggiamento diverso e più propensa all’ottenimento di risultati positivi. Che si giochi bene o si giochi male, si va in campo per vincere. È questa la mentalità che il tecnico portoghese sta cercando di trasmettere ai suoi ragazzi. Ciò però non vuol dire che nel corso del tempo ci sarà un Milan che rinuncia a giocare per vincere le partite, anzi. Col Porto, infatti, Conceicao ha svolto un lavoro magistrale e, inoltre, ha dato tanto filo da torcere in Champions League grazie a uno stile di gioco propositivo e aggressivo che impediva agli avversari di assumere il controllo del match.
Conceicao è un uomo pragmatico. Abbiamo visto tutti che dopo la Supercoppa Italiana, il primo pensiero che avuto l’allenatore ex Porto è stato quello di pensare alla prossima sfida. “Il Milan non può avere la pancia piena per una Supercoppa”, diceva il tecnico. Fatto sta che le 3 vittorie ottenute dal Diavolo in questa nuova gestione, sono arrivate tutte in rimonta. Quando c’era Fonseca, infatti, i rossoneri non sono mai riusciti a vincere da una situazione di svantaggio.
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Il Milan deve cercare di prendere definitivamente il volo in questa stagione e Conceicao ce la sta mettendo tutta. Ora il pallino passa alla società. Con l’emergenza infortuni che è tornata a bussare alla porta di Milanello e una rosa che non è completa a dovere, bisogna intervenire in modo deciso sul mercato. Il centrocampo, sicuramente, è il reparto che necessita di più rinforzi. Reijnders e Fofana le stanno giocando tutte e, a oggi, non c’è un singolo giocatore in grado di sostituire sia l’olandese che il francese per quanto concernono le loro caratteristiche. Bisogna auspicare che Bennacer riprenda una condizione fisica accettabile per far rifiatare i titolari. Poi ci sono anche Musah e Loftus-Cheek, anche se sono giocatori diversi rispetto a quelli che servono al Milan.
Non dimentichiamoci dell’attaccante, perché un problema che si sta ripresentando a Casa Milan, sono i gol realizzati. Si è visto soprattutto contro il Cagliari: le punte non riescono a segnare. Morata è un attaccante che aiuta molto nella costruzione del gioco e che, diverse volte, si abbassa a centrocampo giocando di conseguenza lontano dalla porta. Abraham, invece, è un centravanti a cui manca il killer instinct per essere determinante. Ciò vuol dire che un serve un investimento anche in attacco e, inoltre, bisogna continuare a dare spazio a Camarda, poiché il classe 2008 si può rivelare un jolly in quel reparto per mister Conceicao.
