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Carisma e autorevolezza, Parolo racconta Tare: “Bastone e carota, ma quando usa il bastone te lo dà forte nei denti”

Intervenuto ai microfoni della Gazzetta dello Sport, Marco Parolo parlato del suo ex direttore sportivo alla Lazio, Igli Tare, commentando la scelta del Milan. Queste le dichiarazioni dell’ex centrocampista.

Su cosa può dare Tare al Milan

Il Milan si assicurerà un professionista che ha grande voglia di ripartire e di tornare nel mondo del calcio. Sarà un plus per il club: arriverà con una grande carica di energia dopo aver studiato e continuato ad aggiornarsi in queste due stagioni in cui è stato fermo. Dopo aver lavorato quindici anni a Roma, ha allargato i suoi orizzonti e si è costruito un’esperienza approfondendo il calcio europeo“.

Le migliori doti di Tare

“Carisma, autorevolezza e idee chiare”.

Igli Tare

Il rapporto con i giocatori

“Cerca il dialogo, vuole capire i giocatori, conoscerli anche fuori dal campo ed entrare nella loro testa. È uno da bastone e carota, ma quando usa il bastone, te lo dà forte nei denti. E soprattutto ha lo stesso modo di comportarsi con tutti, compresi i senatori. Mi ricordo discussioni.anche con Klose e con Luis Alberto quando facevano qualcosa che non gli piaceva”.

Sulle sfuriate con la squadra

“Sfuriate no, ma sapeva come farsi sentire. Alzava la voce quando voleva farti capire chi stavi rappresentando o quando notava atteggiamenti da correggere”.

Se Tare si è mai arrabbiato con lui

“Certo. Quando ho avuto una flessione, ha saputo toccare le corde giuste e farmi ripartire. C’era un rapporto di stima reciproca e insieme abbiamo sempre cercato un modo per migliorare la squadra, ma quando doveva dirmi qualcosa, me lo diceva”.

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Sul rapporto con gli allenatori

“Gli fa sentire costantemente la sua presenza e con lui ha un confronto continuo. È sempre presente a guardare l’allenamento e i suoi sono due occhi in più, utili per capire il momento che attraversano i singoli. Quando arrivavi a Formello lui c’era già e quando andavi via, era sempre lì”.

Sulle intuizioni di Tare alla Lazio

“Ha avuto tante intuizioni importanti: giocatori pagati poco e valorizzati negli anni. Ha scommesso su Luis Alberto che la prima stagione ha fatto i conti con problemi di ambientamento e a gennaio voleva andarsene. Lo ha convinto a rimanere e pochi mesi dopo è esploso. Milinkovic lo ha strappato alla Fiorentina ed è diventato il suo ‘figlioccio’. A Tare piacciono i calciatori che hanno fisico, forza e qualità“.

Sulla scoperta dei talenti

“Guarda tanti video e segue tutti i campionati, senza tralasciare niente. Alla Lazio prima e durante le sessioni di mercato si chiudeva ogni giorno in una stanza con un match analyst per valutare le caratteristiche dei possibili acquisti. Una volta, prima di prenderlo, mi fece vedere un video di Caicedo spiegandomi come lo vedeva nella Lazio”.

Sul mercato del Milan senza coppe

“Dovrà cambiare la prospettiva perché in un top club è necessario confrontarsi con chi fa scouting per individuare il profilo giusto. A lui piace basarsi sulle sue intuizioni, sul suo ‘occhio’, ma ci sono anche i meta dati”.

Sulla sfida più importante per Tare al Milan

Dovrà essere bravo a costruirsi un rapporto con i giocatori e guadagnarsi la loro stima. Alla Lazio ha vinto qualche trofeo,ma il suo palmares non è ricco di scudetti. Ciò premesso, ha tutto per farsi ben volere dai leader dello spogliatoio rossonero, proprio come succedeva alla Lazio”.

Su cosa fare con Theo e Leao

“Di certo avrà dei colloqui con loro e farà chiarezza. Per lui la priorità è sempre il club: se un giocare prova a mettersi al di sopra di tutti, è difficile che vada d’accordo con Tare e che resti. Se lo conosco bene, si sarà già fatto un’idea sui calciatori da prendere e quelli da cedere: lui il calcio lo conosce. Anche il Milan…”.

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