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La legge Bove viene presentata in Senato: il centrocampista apre ad un ritorno in campo

Bove

Sono ormai passati due anni dal tragico evento che coinvolse Edoardo Bove. Era il 1° dicembre quando il centrocampista italiano, durante InterFiorentina, fu vittima di un arresto cardiaco. Poco prima dell’accaduto aveva subito un colpo involontario tra torace e milza da parte di Dumfries e, in seguito, aveva avvertito dei capogiri. È stato Danilo Cataldi il primo a intervenire, inserendogli la mano in bocca per spostare la lingua ed evitare il blocco delle vie respiratorie.

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Dopo l’episodio, il centrocampista della Viola fu trasportato in ospedale. Oggi l’italiano è in piena salute e non vede l’ora di tornare a calcare i campi da gioco. Non è ancora chiaro se potrà farlo in Italia: attualmente Bove ha infatti un defibrillatore sottocutaneo e nel nostro Paese non è consentito giocare in queste condizioni. Tuttavia il dispositivo dovrebbe essere removibile.

Proprio la sua vicenda ha contribuito a riportare l’attenzione pubblica sul tema della prevenzione e degli interventi salvavita. Non a caso, oggi è stata una giornata importante per l’Italia: in Senato è infatti stata presentata la legge Bove.

Nasce dall’idea che le manovre salvavita debbano diventare conoscenze diffuse e accessibili a tutti. Il progetto mira a rendere obbligatoria una formazione minima per allenatori, dirigenti e operatori, e a favorire una presenza capillare dei defibrillatori grazie alla riduzione dell’IVA al 5%. L’obiettivo è insegnare alle nuove generazioni come comportarsi di fronte a un malore improvviso.

Di seguito le dichiarazioni di Bove a margine della presentazione in Senato della legge sul primo soccorso: “Sto pensando ad allenarmi, per me lo sport è importante. La mia condizione finisca migliora e l’obiettivo è tornare a giocare e farlo il prima possibile. Credo accadrà presto anche se non so dove e quando. Ora mi vedete in giacca e cravatta ma voglio tornare in pantaloncini. Quello che mi è successo è stato motivo di grande crescita e mi ha dato la possibilità di fare nuove esperienze. Ho imparato ad accettare una versione diversa me”.

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