I tifosi del Milan attendono da anni la definitiva consacrazione di Rafael Leao sul piano tecnico. Il portoghese, pur avendo disputato stagioni piuttosto positive sul piano realizzativo ha sempre dato la sensazione di “poter fare di più”, di avere ancora qualcosa da sviluppare per poter raggiungere il suo vero potenziale. Sotto la guida di Allegri il numero 10 rossonero sta vivendo una metamorfosi vera e propria. È passato dall’essere un temibile esterno sinistro, ad un centravanti spietato e cinico dentro l’area di rigore. Ad analizzare il cambiamento di Rafa ci ha pensato la Gazzetta dello Sport.
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Leao ora sta giocando come un vero centravanti, e sta segnando le reti decisive di un vero bomber. Nei successi per 1-0 contro Lazio e Cagliari c’è il suo timbro, così come nel 2-1 che ha steso la Fiorentina o nell’assist per Pavlovic nel successo con la Roma. Sono giocate che hanno portato vittorie e che dunque hanno un peso specifico enorme. Oltre alle reti non passa inosservata l’evoluzione sul piano mentale di Rafa. Il portoghese è più vivo all’interno del match, come confermato dallo stesso Allegri nel post partita di Cagliari: “da esterno sinistro Rafa a volte si addormenta un po”.

Vedere il classe ’99 che lotta anche spalle alla porta, che smista il gioco come una vera punta, sono segnali molto importanti e che sembravano improbabili fino a pochi mesi fa. E ieri sui propri profili social Rafa ha voluto omaggiare Kobe Bryant con una delle sue frasi motivazionali più famose: “Il lavoro è finito? Non credo proprio…”. Un’altra prova che Leao non vuole accontentarsi più e vuole definitivamente trascinare la squadra a nuovi successi. Per ora le cifre stagionali dicono sette gol e un assist in 13 presenze, con un gol ogni 128′. Cifre da bomber vero. Cifre che Leao può ancora migliorare.
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