“La rosa non è adatta al mio 3-4-2-1? In parte è vero, ma è impossibile arrivare in un nuovo club e avere tutto pronto”. Questa è la frase incriminata pronunciata da Ruben Amorim nel prepartita del match con il Benfica. Una frase che, secondo molti, non suona molto coerente al commento del tecnico portoghese dopo il termine della sessione estiva di calciomercato, dove proprio Amorim si era definito molto contento della rosa costruita. La Gazzetta dello Sport ha provato ad analizzare la rosa del Milan per provare a capire quali siano i giocatori “poco adatti” che per ora non stanno convincendo troppo l’ex tecnico del Manchester.
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L’analisi
Il primo a venire in mente è sicuramente Fikayo Tomori, rimasto in rosa più per mancanza di altre soluzioni. Anche contro il Benfica, Amorim ha preferito impiegare Terracciano al suo posto. Al momento l’impressione è che l’inglese sia letteralmente l’ultima ruota del carro in difesa. Pavlovic è uno dei titolarissimi del Milan e il suo spirito è sempre ben visto, ma per caratteristiche tecniche non rappresenta affatto il prototipo di braccetto che piace al tecnico portoghese. Qualche dubbio anche su Gabbia, che pure prima dell’infortunio era sempre partito dalla panchina a discapito di De Winter.
Anche Bartesaghi non è il classico esterno dal passo breve e con dribbling incorporato che piace al portoghese. Inoltre ci sono giocatori ibridi come Saelemakers o Loftus-Cheek, che nel 3-4-2-1 del mister hanno trovato una collocazione, ma che per caratteristiche non sembrano esaltarsi in questo nuovo modulo. In diversi casi l’impressione è che con il giusto lavoro da parte di tutti si possa comunque sopperire alla mancanza di alcune caratteristiche tecniche, ma ovviamente anche il mercato di gennaio potrà portare in dotazione qualche utile rinforzo.
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