Il Milan fatica a decollare in questa prima parte di stagione. Nelle prime 5 partite dell’era Amorim sono arrivate 2 vittorie e 2 pareggi in Serie A e una sconfitta all’esordio in Europa League. I primi interrogativi sul suo operato sono già stati mossi dalla critica, non solo per i risultati, ma per le scelte operate su più fronti: dalle formazioni titolari schierate ad alcune dichiarazioni effettuate. Tuttavia, un successo contro il Lecce potrebbe, prima della sosta per le Nazionali, riavvivare la situazione e dare fiducia per il futuro.
Sull’allenatore portoghese ne ha ampiamente parlato Fabio Capello sulle colonne de La Gazzetta dello Sport. Ex allenatore ed ora opinionista, Capello ha trattato vari temi inerenti al Milan e la sua situazione in questi primi mesi di stagione 26-27. Di seguito le sue parole.

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Contro il Benfica è stata peggiore la fase offensiva o difensiva del Milan? “Entrambe. La fase difensiva è stata difettosa nelle ultime dieci partite della scorsa stagione e non è migliorata per nulla quest’anno. Il centrocampo non filtra mai a sufficienza dopo aver perso palla, ci sono molte disattenzioni sia su azione che sulle palle inattive. Per quanto riguarda la fase offensiva, ci sono tanti giocatori che provano a portare palla nell’ambito di un gioco lento, con pochi cross. Si cerca di entrare centralmente con passaggi filtranti che non vanno a buon fine e finiscono per favorire gli avversari. E poi si finisce col dare sempre la colpa al centravanti che però, poverino, non riesce a ricevere una palla decente. Proponendosi in questo modo, non si trovano spazi quando incontri avversari organizzati come il Benfica”.
Mancano di più le idee di gioco od il coraggio? “Direi che per il 50 per cento c’è la paura di tentare la giocata e per l’altro 50 non si è ancora capito il piano tattico. I giocatori si conoscono e si capiscono giocando insieme: se cambi sempre, a questo obiettivo non ci arrivi“.
L’esclusione dai titolari di Modric contro il Benfica? “Che non sia in grande forma è qualcosa sotto gli occhi di tutti ma un giocatore di questo livello, soprattutto visto come sta giocando ora la squadra, starei molto attento prima di accantonarlo. Io sono per la qualità. Ricorderei che lui è uno dei pochi a dare verticalità alla manovra“.
Qual è l’aspetto peggiore fino ad ora? “Non aver ancora trovato la squadra di riferimento. Quei 12-13 giocatori fondamentali su cui costruire il resto. Eppure si è visto che in questa rosa ce n’è di gente in grado di fare la differenza. Invece ho visto troppe formazioni diverse“.
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