Nella mattinata di oggi la Procura di Milano ha eseguito il decreto di perquisizione e sequestro del materiale in possesso dei nove indagati – turbativa d’asta e rivelazione del segreto d’ufficio – per l’indagine sulla cessione di San Siro. Secondo la pubblica accusa, l’avviso di gara del 25 marzo 2025 costituisce <<il risultato delle interlocuzioni e delle relazioni collusive 1e società di calcio e i dirigenti del Comune di Milano intervenute nei mesi e negli anni precedenti, con la conseguenza che lo stesso è risultato disegnato sulle esigenze delle squadra e sulle caratteristiche del relativo progetto, rimanendo di fatto precluso – anche in considerazione del brevissimo termine concesso – a qualsiasi ulteriore operatore concorrente (che, infatti, non si è in concreto manifestato)>>.
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I pm ritengono che è necessario completare le acquisizioni delle prove visto in quanto ciò che è disponibile finora non ha permesso una <<una completa ed esaustiva ricostruzione dei fatti e del contesto>>. Anche il quadro indiziario, sempre secondo i pubblici ministeri, inoltre, necessita di essere completato <<con l’acquisizione di materiali informatici riferibili anche a soggetti riconducibili al Milan, atteso che, fino a questo momento, non sono mai stati acquisiti né esaminati, con ciò determinando un’evidente lacuna informativa rispetto alla posizione di una delle due parti private coinvolte nella vicenda>>.
Nel decreto emesso dalla Procura di Milano sono state citate anche le 150 parole chiave che dovranno essere cercate su telefoni e dispositivi elettronici, al fine trovare fonti di prova che possano dimostrare il presunto accordo collusivo sulla cessione dello storico impianto meneghino. Tra i nomi ci sono quelli dei presidenti di Milan e Inter – “Paolo Scaroni” e “Giuseppe Marotta” -. Ma non solo. Nella lista sono presenti parole come “Meazza”, “Tancredi”, “Collarini” e altri nomi degli indagati. E poi “Legge stadi”, “Oaktree”, “RedBird”, “Gerry Cardinale”, “Steven Zhang”. Questi sono solo alcuni dei vocaboli al vaglio degli inquirenti.
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