A decidere che Loftus-Cheek sei – è piuttosto ovvio – ci passa la vita.
Non è come fare i test delle sedici personalità di Jung o come la prova dei cinque linguaggi dell’amore, ma è attendibile. È un test da cui ci passa una stagione intera del Milan, ma di sicuro.
C’è l’allenatore del Milan, Stefano Pioli, che vede che Ruben Loftus-Cheek ha più forme. Ora è quella del centrocampista che fa l’attaccante, e tante volte funziona un po’ meno in fraseggio. Tante volte, ma tante, si nota dentro l’area di rigore con ottimi inserimenti, e questa è una versione con una posizione altissima. Spesso segna, così. In tante altre occasioni, come nell’ultima sfida contro il Frosinone, funziona dando pochissimi benefici in realtà.
Con Theo Hernandez avanzatissimo e Loftus in compagnia delle altre punte, costruire può non essere così semplice. È una modifica notevole rispetto alla scorsa stagione o all’inizio di questa, dove di certo c’erano più uomini in mezzo al campo, prima.
In nome dell’ambivalenza delle due fasi, non è semplicissimo essere un Loftus-Cheek avanzatissimo. Perché si è determinanti e non ci sono vie di mezzo e, in effetti, o sei decisivo e cambi la partita oppure lasci molto agli avversari. È la mossa di chi si vuole mettere in discussione.
Se vi sentite un Loftus-Cheek avanzato, significa che vi piace il rischiatutto, i gratta e vinci e mettervi in discussione, oltre a provare a dare un segnale sempre. Siete determinati e non ce la fate a stare nel mezzo, certe volte siete i più geniali ed altre volte vi trovate peggio. Ecco la personalità di questo Loftus-Cheek stabilmente avanti.
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Poi c’è l’altra versione di Loftus-Cheek, più d’equilibrio. Quella di chi gioca più legato agli altri centrocampisti, correndo dietro agli avversari e dando più appoggi. Poca fantasia e meno giocate rischiose per la verità, poco di imprevedibile ma sempre tanto equilibrio ed alcune certezze in più verso la difesa. A volte, qualche sortita in avanti che può fare davvero un gran bene. Questo Loftus-Cheek d’equilibrio ricorda molto la versione di inizio stagione, il periodo della scoperta di un giocatore che, più arretrato, portava meno bonus e più fisicità.
Questa è la versione che si addice a chi lavora sodo e che non sopporta deludere nessuno. Di chi rischia poco e che giura di fare tanto, di parlare poco, di essere concreto e di infischiarsene dei riflettori, magari. Potreste essere voi.
Infine, c’è la versione più tardo-Chelsea. Quando di tre centrocampisti titolari, Loftus-Cheek era quello più arretrato e che correva dietro agli altri, e poco altro. Tirando praticamente mai, occupandosi di passaggi brevissimi e di riflettere esclusivamente alla fase difensiva. Perché se tutti attaccano, qualcuno dovrà pure sgobbare per tutti. Non una gran versione (mai vista nel Milan), quella di chi si sacrifica per gli altri, schiacciato soltanto dai doveri, ma da citare ad onore di cronaca.
E voi che Loftus-Cheek siete?
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