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Furlani, dimissioni in arrivo? L’indiscrezione del quotidiano

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Il momento del Milan è uno dei più delicati degli ultimi anni. Quella che doveva essere la stagione del rilancio con il ritorno di Massimiliano Allegri si è trasformata in una crisi tecnica, mentale e ambientale che rischia di lasciare il club fuori dalla Champions League per il secondo anno consecutivo. Dopo un buon inizio, il Milan è crollato nel girone di ritorno: poche vittorie, attacco sterile e una squadra che sembra aver perso identità. La sconfitta interna contro l’Atalanta ha fatto esplodere definitivamente la contestazione dei tifosi, con proteste fuori da San Siro e una frattura sempre più evidente tra società, squadra e ambiente.

Il problema principale è la mancanza di continuità. Il Milan alterna partite passive a reazioni tardive, senza mai dare la sensazione di avere un progetto tecnico chiaro. Allegri è finito nel mirino per un gioco considerato troppo prudente e poco moderno, mentre diversi giocatori chiave, da Christian Pulisic a Rafael Leao, stanno vivendo un evidente e importante calo di rendimento. Anche i nuovi acquisti hanno inciso meno del previsto.

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Ma la crisi non è solo tattica. Intorno al club c’è una sensazione di confusione dirigenziale che dura da tempo, soprattutto dopo l’addio di Paolo Maldini. Una parte importante della tifoseria non ha mai davvero accettato la gestione della proprietà e continua a vedere nel Milan una squadra senza una guida forte e senza una vera identità sportiva.

Anche i numeri raccontano il declino: pochissimi gol segnati nelle ultime settimane, una difesa diventata improvvisamente fragile e un rendimento da metà classifica nel girone di ritorno. Da possibile outsider per lo scudetto, il Milan si è ritrovato a lottare disperatamente per il quarto posto. In questo clima, il futuro di Allegri appare tutt’altro che sicuro. Ma Allegri e Tare non sono gli unici in bilico.

ADDIO FURLANI?

Stando a quanto riportato nell’edizione odierna de La Gazzetta dello Sport, Giorgio Furlani, la figura su cui si basa gran parte della protesta rossonera, è provato proprio dalla contestazione dei tifosi. Per questo motivo, potrebbe autonomamente decidere di lasciare il suo ruolo nella dirigenza meneghina. Non adesso, si tratterebbe di una decisione che verrà presa da giugno in poi.

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