Luigi Garlando, nota firma della Gazzetta dello Sport, si è espresso sul Milan durante il podcast della rosea, La Tripletta, analizzando il momento dei rossoneri dopo il pareggio casalingo di venerdì sera contro il Pisa. Una gara che ha visto il Diavolo, soffrire nuovamente contro una neopromossa, come in occasione della prima giornata di campionato, quando la Cremonese, è uscita da San Siro con i tre punti. Un solo punto in due partite contro squadre che l’anno scorso giocavano in Serie B. Un pareggio che è costato caso al Milan: i rossoneri hanno perso la testa della classifica, in virtù delle vittorie di Napoli e Roma.
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Ora il calendario mette il Diavolo davanti a due sfide complicate, la trasferta di Bergamo e la gara interna contro i giallorossi. Due partite che diranno molto di quelle che sono le prospettive del Milan per il proseguo della stagione. Garlando si è soffermato su quello che è l’elemento centrale dello scacchiere tattico di Massimiliano Allegri: l’imprescindibile Luka Modric. Il croato, nonostante l’età avanzata, è il vero fulcro del Diavolo, la fonte di gioco primaria. Crescono anche le prestazioni di Rafael Leao, 3 gol nelle ultime due gare per il portoghese. Queste le parole di Luigi Garlando.
“È un po’ la regola delle squadre di Allegri. Le neopromosse fanno un grande blocco basso e i rossoneri vanno in difficoltà. Con il Pisa mancavano anche tanti solisti, come Pulisic. Il Diavolo era riuscito a sbloccarla subito, poi forse sono venute meno motivazione e concentrazione. Oggi è molto più semplice staccare la spina rispetto a qualche anno fa, a causa del calendario. Di solito le squadre di Allegri non lo fanno. La gara di venerdì è un segnale per Max. Mi sembra che il Milan sia la squadra più legata ai singoli. Senza Rabiot e Pulisic la squadra soffre. La paura di Allegri è che Modric prenda il raffreddore”.
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