Dopo mesi di telenovele milaniste, incentrate sulla spasmodica ricerca di un direttore sportivo dal quale ripartire la prossima stagione con un degno progetto, non si è giunti ancora a nessun esito. La settimana di Pasqua era data da chiunque come deadline per la scelta del profilo adeguato, ma osservando i vari sviluppi delle ultime ore, con ogni probabilità si andrà ad oltranza. Sfumati i primi nomi sul taccuino, Berta e Paratici, per motivi molto diversi tra loro, il nome che sembra essere nuovamente più vicino a Casa Milan è quello di Igli Tare. Negli scorsi giorni c’è stato un incontro proficuo a Roma tra l’ex dirigente laziale e Giorgio Furlani.
Si parla addirittura di un’accettazione dell’incarico da parte di Tare, disposto a ricoprire la figura di direttore sportivo del Milan. Nonostante ciò non c’è ancora alcuna parvenza di accordo tra le parti, poichè Furlani sta prendendo tempo per decidere. La scelta del nuovo DS è una vera e propria battaglia personale per l’amministratore delegato rossonero. Da questa importante scelta ne deriverà tanto del suo futuro all’interno del club di Via Aldo Rossi, motivo per cui l’atteggiamento assunto è quello della massima calma, in attesa del momento e del profilo giusto.
Inutile dire che qualcuno a suo tempo adottò lo stesso modus operandi, seppur in epoca e contesto nettamente diversi. Ci troviamo nel terzo secolo avanti Cristo, e l’Impero Romano è pesantemente assediato da nord a sud dalle truppe cartaginesi di Annibale. Il generale africano, sceso dalle Alpi è arrivato fino in Puglia assoggettando tutto ciò che si è trovato di fronte. Fu così che entra in gioco il Furlani ante litteram, ovvero il console romano Quinto Fabio Massimo. Un po’ come il nostro amministratore delegato, anche egli doveva risolvere una situazione piuttosto delicata, ovvero sconfiggere e cacciare dai territori romani Annibale. Per far ciò, egli utilizzò la tecnica che lo fece poi passare alla storia come “Il Cunctator”, ovvero il temporeggiatore.

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Molti suoi predecessori attuarono strategie offensive spregiudicate, andando allo scontro a viso aperto contro un avversario nettamente più scaltro e forte. Queste soluzioni si rivelarono inutili e perdenti contro la forza di Annibale. Fabio Massimo, capendo astutamente che la scelta di attaccare nuovamente non sarebbe stata la migliore, temporeggiò e riuscì ad evitare altre pesanti sconfitte (oltre alla celebre disfatta di Canne). Ed è proprio qua il nesso con Furlani, ovvero la capacità di saper attendere aspettando il momento giusto per colpire e scegliere il giusto DS.
La programmazione per la prossima stagione è l’obiettivo principale (Coppa Italia esclusa) del finale della stagione in corso. Furlani ha l’arduo compito di scegliere l’individuo che detterà le linee guida di un nuovo progetto tecnico-sportivo. Raramente le scelte avventate si sono rivelate illuminate, dunque il tempo che sta prendendo Furlani può essere solo che un segnale positivo di grande presa di coscienza e realizzazione dell’importanza del proprio compito. Tuttavia, il tempo a disposizione non è molto, e l’AC Milan impone di essere riportato in alto, come da sua tradizione.
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