Nelle ultime settimane è cambiata la percezione attorno a Sergio Conceição. Il tecnico portoghese, arrivato a stagione in corso in un contesto non completamente in linea con le sue idee calcistiche, ha progressivamente conquistato fiducia.
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I risultati parlano a suo favore. In 28 gare ufficiali, Conceição ha raccolto 15 vittorie, 5 pareggi e 8 sconfitte, con una media di 1.79 punti a partita. In Serie A, la media scende leggermente a 1.74 ma resta superiore a quella del suo predecessore Fonseca (1.59). L’introduzione del 3-4-3, modulo non prediletto, ha dato stabilità: 5 vittorie e una sola sconfitta, con appena 3 gol subiti. Ha rivitalizzato elementi come Jovic e recuperato progressivamente Gimenez. Dopo aver vinto la Supercoppa Italiana, ora ha l’occasione di alzare anche la Coppa Italia: due trofei in una sola stagione, impresa riuscita l’ultima volta con Ancelotti nel 2007/08.
Resta però l’amarezza per la Champions, che potrebbe sfumare definitivamente se la Roma vincesse. E resta l’incertezza societaria. Il Milan è ancora senza un direttore sportivo, la proprietà è distante e il tecnico è stato spesso lasciato solo, come accadde già con Fonseca. Furlani ha pubblicamente confermato Conceição, il cui contratto scade nel 2026 ma prevede un’uscita anticipata nel 2025. Il tecnico prende tempo: «Parlerò al momento giusto». Ma nel frattempo, i tifosi hanno scelto da che parte stare.
