Marco Van Ginkel, ex centrocampista rossonero nella stagione 2013-14, da poco ha ufficialmente appeso gli scarpini ai chiodi. Nel corso della giornata odierna, l’ex Milan e Chelsea, ha parlato ai microfoni de La Gazzetta Dello Sport, raccontando alcuni aneddoti particolari sul suo percorso al Milan, dal rapporto con i compagni, fino a quello con Filippo Inzaghi, allenatore rossonero di quella stagione.
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Queste le parole dell’olandese: “Ho avuto una carriera piena di infortuni. Dalla rottura del crociato ai tempi del Chelsea in poi, ho avuto diversi problemi alle ginocchia e alcune distorsioni alle caviglie. Sono stato sfortunato. Al Chelsea ho lavorato con Sarri e Conte. Con Antonio ho fatto solo le preparazioni estive. Era un martello: io ero quello che correva di più. Sarri fumava sempre, ma ti dava tanti consigli tattici”.
Sul periodo rossonero
“Ricordo il colloquio con Pippo Inzaghi nel suo ufficio il primo giorno a Milanello. Doveva farmi vedere alcune slide su come muovermi in campo, ma parlava in italiano. Non capivo niente. A un certo punto gli dissi: ‘Mister, non parlo la sua lingua’. Lui fece finta di capire e provò con l’inglese, anche se non si capiva granché. Inzaghi non aveva una grande gestione del gruppo. Magari giocavi bene un paio di partite e poi ti metteva in panchina. Ma era alle sue prime armi da allenatore, l’ho sempre ammirato come persona. Ricordi dei compagni? Rami faceva ridere tutti in spogliatoio. Con Suso ho legato tanto, così come con De Jong, Bonaventura e Alex”

L’episodio con Muntari
“Muntari in allenamento rischiò di spezzarmi la caviglia: per fortuna fu solo una distorsione, ma per due mesi non vidi il campo. Mi chiese scusa in tutti i modi, le accettai”.
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