Il calciomercato non è ancora ufficialmente aperto, ma Kylian Mbappé fa già discutere.
Il calciatore francese di proprietà del PSG ha rilasciato delle dichiarazioni in esclusiva, questa mattina, per la Gazzetta dello Sport. Mbappé, nel mezzo di numerosi rumors di mercato, non ha mancato di colpire il suo club, definendolo “carente”. Dichiarazioni pesanti in un periodo non semplice per il club parigino, che ha anche perduto Lionel Messi da poco, trasferitosi all’Inter Miami.
Sono giorni particolari per la stella della Nazionale francese, che sta valutando un eventuale rinnovo di contratto o meno già per la prossima stagione. Le sensazioni, secondo molti giornali, non sarebbero poi così positive.
Mbappé si è voluto esporre anche sulle due milanesi, assicurando ancora una volta di preferire nettamente una delle due. Nei giorni seguenti alla morte di Silvio Berlusconi, storico presidente del Milan, non è mancato il saluto del campione ex Monaco.
Sul PSG:
“Non ho detto di voler essere ceduto al Real Madrid né di voler andare via, ma solo che non attiverò l’opzione sull’anno in più. Con il PSG non si è parlato mai di rinnovo ma sono felice di restare qui la prossima stagione. Ai massimi livelli, per un agonista come me, l’obiettivo è vincere tutti i titoli. ma al PSG ci sono carenze. Bisogna imparare dagli errori di ogni stagione, per non ripeterli ogni volta: non sono parole a vanvera. Individualmente, invece, da qualche anno mi mantengo a livelli elevati: voglio continuare a progredire per rimanere sempre al top. Non è mai una buona notizia quando uno come Messi se ne va. Personalmente non ho ben capito perché tanta gente fosse così sollevata dal fatto che se ne fosse andato. Parliamo di Messi: va rispettato, e invece non ha avuto il rispetto che meritava in Francia. È un peccato, ma è andata così. Bisognerà fare quel che si può per sostituirlo”.
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Su CR7 – Messi:
“Capita forse ogni cinquant’anni o più di avere due come Messi e Ronaldo a tali livelli così a lungo. Abbiamo vissuto un’epoca d’eccezione e spero che i tifosi ne abbiano approfittato. Ho avuto la fortuna di giocare contro Cristiano e poi contro e insieme a Leo: sono davvero speciali. Da loro ho imparato tanto, soprattutto con Messi in queste due stagioni. Hanno scritto la storia del calcio: sono eterni.”
Su Berlusconi ed il Milan:
“Da fan del Milan è difficile parlare bene dell’Inter, ma l’hanno preparata bene mettendo in difficoltà il City. Si è decisa sui dettagli. Purtroppo il calcio è così, ma l’Inter deve essere contenta della prestazione, e complimenti al City. Berlusconi è una grande perdita per tutto il calcio, è stato un presidente emblematico che costruì il grande Milan che mi faceva sognare da bambino. Spero i tifosi gli renderanno un omaggio all’altezza”.
Su Lukaku, Vinicius e il razzismo:
“Se ti trattano da scimmia, non hai più voglia di giocare a calcio. Per Lukaku, i giocatori di Inter e Juve dovevano uscire: non c’è rivalità che tenga. Il razzismo va oltre il calcio […] dobbiamo uscire tutti dal campo e capire che abbiamo il potere di cambiare le cose. Se usciamo dal campo, si capirà che la situazione è grave. Con il Psg lo facemmo con il Basaksehir in Champions nel 2020 e la partita fu rigiocata. Lamentarsi non basta più. Con Vinicius c’è stata la mobilitazione della Federcalcio brasiliana, utile per mediatizzare. Da capitano della Francia sarà un tema su cui mi batterò. Serve svegliare le coscienze di tutti”.
Sul calcio italiano:
Peccato per le sconfitte, ma è stato un bello spot per il vostro calcio. Fiorentina e Roma dimostrano che si può fare bene anche senza avere i grandi budget di Psg, Manchester City o altri big club europei. Così arrivano giocatori di qualità. Seguo la Serie A fin da bambino. Di certo Ronaldo ha portato nuova attenzione per un campionato sempre molto tattico, ma dove il livello generale si è alzato molto. Può essere l’inizio di un nuovo ciclo ascendente”.
Sul Roland Garros in compagnia di Zlatan Ibrahimovic:
“Lo apprezzo. In un mondo dove tutti ti adulano, lui ti dice sempre le cose in faccia. Abbiamo parlato soprattutto della sua nuova vita. È stato piacevole”.
Sul proprio impegno:
“È importate che capiscano in che mondo viviamo, per raccogliere la nostra eredità, costruirsi come persone di valore, per entrare nella vita attiva. Trasmettere cultura deve diventare la normalità. […] Il calcio per me è passione e lavoro, ma quello che facciamo con l’associazione mi rende fiero come uomo: non ho voglia soltanto di incassare lo stipendio e restarmene a casa”.
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