Il momento del Milan si fa sempre più delicato. La sconfitta al Mapei Stadium certifica una crisi che non può più essere considerata episodica: il girone di ritorno dei rossoneri è ormai un vero e proprio calvario, iniziato subito dopo il derby e mai realmente invertito.
I numeri delle ultime cinque partite raccontano più di qualsiasi analisi: una sola vittoria, un pareggio, tre sconfitte e appena un gol segnato. Un rendimento che stride in maniera evidente con quanto costruito nella prima metà di stagione, quando il Milan aveva mostrato solidità e continuità.
Anche il confronto storico recente non lascia spazio a interpretazioni troppo indulgenti. La squadra guidata da Massimiliano Allegri ha raccolto finora 25 punti nel ritorno 2025/26, un bottino inferiore rispetto a diverse stagioni passate: i 27 punti del Milan di Sergio Conceição nel 2024/25, i 32 del 2023/24 e i 35 del 2021/22 sotto la gestione di Stefano Pioli. Solo il 2022/23 (23 punti) risulta peggiore nel periodo recente.
Il dato più preoccupante, però, non è soltanto quantitativo ma qualitativo: la squadra appare spenta, con poche idee in fase offensiva e una fragilità mentale evidente nei momenti chiave. Il calo realizzativo – un solo gol nelle ultime cinque gare – fotografa una sterilità che rischia di compromettere anche gli obiettivi minimi stagionali.
Il Milan si trova ora davanti a un bivio: reagire immediatamente per salvare il finale di stagione o rischiare di dilapidare quanto di buono costruito fino a gennaio. Il tempo per invertire la rotta non è ancora esaurito, ma serve un cambio di passo netto, soprattutto sul piano dell’intensità e della fiducia.
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